LA SQUADRA
- La storia -

Anno di fondazione 1899
Sede Via Turati 3, 20121 Milano
Presidente Silvio Berlusconi
Vice Pres. Amm. Delegato Adriano Galliani
Vice Presidente Paolo Berlusconi
Vice Presidente Franco Baresi
Vice Presidente Gianni Nardi
Dir. Generale Ariedo Braida
Dir. Organizzativo e Team Manager Umberto Gandini
Dir. Sportivo Silvano Ramaccioni
Responsabile Direzione Comunicazione Vittorio Mentana
Capo ufficio stampa Paolo Tarozzi
Ufficio stampa Ugo Allevi, Riccardo Coli, Giorgia Buizza

La nostra Storia

 Il 16 dicembre 1899 nacque il Milan. Sembra curioso ma il Milan nacque grazie a tre Inglesi, Kilpin, Allison e Davies che unitamente ad un gruppo di industriali fondarono il Milan Cricket and Football Club; fu nominato così anche il primo presidente del club, un tale Edwards che era uno degli industriali che diedero vita al progetto. La notizia della fondazione del Milan raggiunse in breve tempo Milano e immediatamente personaggi di spicco della società entrarono a far parte del consiglio direttivo: tra i vari esponenti è doveroso ricordare Piero Pirelli il quale divenne successivamente (1909) il secondo presidente del Milan. Il club arricchito sempre da nuove figure si iscrisse finalmente alla FIF (Federazione Italiana Football); sorsero però dei problemi relativi al fatto che la squadra doveva disputare il suo primo campionato nazionale ma non aveva ancora il campo su cui disputare le partite casalinghe: fu scelto il Trotter, un prato in aperta campagna dove oggi sorge la stazione centrale.

La prima partita fu disputata contro la Mediolanum, un’altra società milanese di calcio. Era l’11 marzo 1900: l’esordio fu felice, il Milan vinse 3-0 e la prima divisa ufficiale indossata era composta da pantaloncini bianchi e maglia a strisce rosse e nere.

La prima partita ufficiale però risale ad un mese dopo quando il 15 aprile il Milan perse 3-0 contro il Torino. Si susseguirono altre partite tra campionati, tornei ed amichevoli. L’anno successivo il Milan vinse il suo primo scudetto contro il Genoa rivincendolo poi nel 1906 e 1907. A questi anni risalgono i primi problemi societari sorti in seguito ai successi, alla continua crescita e ai metodi di gestione ormai superati: un gruppo di soci dissidenti abbandonarono il Milan e fondarono l’FC Inter …(da cui il derby "della madunina").

Gli anni che seguirono furono dominati dalla Pro Vercelli e dal Genoa in un campionato non ancora nazionale mentre i rossoneri alternavano vittorie e sconfitte; dopo la prima guerra mondiale il campionato riprende con l’unificazione delle due competizioni vigenti della F.I.G.C. e della C.C.I. in un unico campionato italiano (stagione 1927/1928).

Il 19 settembre 1927 viene inaugurato il nuovo stadio di Milano, costruito presso il quartiere San Siro e fortemente voluto dal presidente Pirelli (vedi foto).

Dopo stagioni poco esaltanti il Milan incomincia piano piano a risalire le posizioni in classifica giungendo verso gli anni quaranta ad oscillare sempre tra le prime 6 posizioni.

Nel 1945 avviene la più rilevante trasformazione societaria: la società cambia nome, come aveva già fatto in precedenza (nel 1905 era diventata semplicemente Milan Football Club), diventando l’attuale Milan AC.

Il 4 maggio 1949 il mondo calcistico italiano viene scosso da una gravissima tragedia: l’aereo su cui viaggiavano i giocatori del grande Torino, di ritorno da una trasferta, si schianta sul monte Superga. Il campionato non ha più una squadra leader e la Juventus e il Milan si alternano nei successi.

Il Milan AC vince così il suo primo scudetto nel 1951 dopo una lunga ma graduale ascesa e si riconferma campione d’Italia nella stagione 1954/1955: questa vittoria consente ai rossoneri di partecipare alla prima coppa dei campioni arrivando fino alla semifinale nella quale sono fermati dall’imbattibile Real Madrid. Nella stagione 1958/1959 un altro scudetto, il settimo. Nel 1963 i rossoneri portano per primi la Coppa Intercontinentale in Italia e nel 1969 vincono nella stessa stagione la Coppa Campioni e la Coppa Intercontinentale.

I successi proseguono con le vittorie della Coppa Italia nel 1972, 1973, 1977 , una coppa delle coppe nel 1973 e un altro scudetto nel 1979 (quello della stella). La storia di questi successi è legata non solo agli stessi giocatori come Nordahl, Liedholm, Gren (il trio svedese del mitico GRE-NO-LI, vedi foto sopra), Schiaffino, Altarini (foto centrale), Trapattoni, Prati, Rivera (foto di destra) ma anche agli stessi uomini che sedevano sulle panchine di quegli anni come allenatori del calibro di Nereo Rocco e Nils Liedholm. Per dovere di cronaca oltre ai grandi successi vanno citati anche gli anni più bui: la stagione 1979/1980. In quell’anno scoppia il più grande scandalo del calcio italiano: undici club e 28 giocatori sono accusati di scommesse illecite e di aver falsato l’esito di alcune partite.

Le delibere della Caf sono pesantissime: serie B per Milan e Lazio, molte squadre penalizzate di 5 punti e radiati Albertosi e lo stesso presidente rossonero Colombo. La ricostruzione della squadra sia nell’organico che nell’orgoglio è difficile tanto che dopo vari tentativi nella stagione 1982/1983 il Milan riesce finalmente a tornare in serie A.

La più grande rivoluzione però avviene nel 1986 quando il Milan AC viene acquistato da Silvio Berlusconi che risolleva il bilancio societario dopo che il presidente Farina era fuggito in Sud America lasciando un buco di diversi miliardi.

E’ in questi anni che il Milan raccoglie i migliori successi: il motto era vincere attraverso lo spettacolo. Sacchi e Capello aprirono un ciclo a dir poco fantastico demolendo ogni record e facendo diventare il Milan la squadra dei sogni.

- Stagione 1988/1989: coppa dei campioni. Il Milan di Sacchi rifila un 5-0 al mitico Real Madrid in semifinale e un 4-0 alla Steaua Bucarest in finale.
- Stagione 1989/1990: coppa dei campioni (contro il Benfica), coppa intercontinentale (contro l’Estudiantes) e supercoppa europea (contro il Barcellona).
- Stagione 1990/1991: coppa intercontinentale (contro l’Olimpia Assuncion) e supercoppa europea (contro la Sampdoria).

Lo spiacevole episodio accaduto a Marsiglia nei quarti di coppa campioni (il Milan si rifiuta di giocare a causa dei problemi agli impianti di illuminazione del campo) costa la squalifica per un anno a tutte le competizioni europee. Si chiude l’era Sacchi e si apre quella di Capello. I successi non cambiano. Il Milan travolge su tutti i fronti ogni squadra che incontra.

Stagione 1991/1992: scudetto.
Stagione 1992/1993: scudetto.
Stagione 1993/1994: scudetto, supercoppa e coppa dei campioni.
Stagione 1994/1995: supercoppa italiana e supercoppa europea.

Quello era il Milan di capitan Baresi, del trio olandese Van Basten, Gullit, Rijkaard, di Ancelotti, Maldini, Tassotti, Virdis, Costacurta, Albertini, Donadoni, Boban, …(la lista è infinita: S.Rossi, Boban, Eranio, Savicevic, Massaro, Evani, Desally…). Con loro in pochi anni furono vinti nuovamente tutti i più ambiti trofei. E’ giusto riassumere e ricordare quanto furono gloriosi quegli anni indimenticabili: 3 coppe campioni, 2 coppe intercontinentali, 3 supercoppe europee, 5 scudetti, 4 Supercoppe di lega.

Gli stadi in cui i rossoneri incantarono e letteralmente dominarono in lungo ed in largo gli avversari di turno furono per la cronaca i prestigiosi Wembley, Prater di Vienna, Nou Camp, il Bernabeu, Olympia Stadium ed il Parco dei Principi; da ricordare le 90.000 persone presenti nella finale di Coppa Campioni vinta contro la Steaua Bucarest per 4-0!

Il ciclo fantastico sembra però terminato. Gli anni successivi vedono ancora uno scudetto nella stagione 1995/1996 (Capello, in polemica con la società, abbandona la panchina rossonera per quella del Real Madrid) e poi nulla fino alla stagione 1998/1999. La squadra, come gli allenatori, si modifica nel tempo. Vengono acquistati Weah e R.Baggio e la rosa viene ampliata per poter competere su tutti i fronti come il campionato e le coppe europee; sulla

panchina invece si avvicendano nell’ordine Tabarez, Sacchi, Capello senza che la squadra ritorni a raccogliere successi e trofei. Viene pertanto scelto un tecnico nuovo, Zaccheroni, portatore di un gioco innovativo e di attacco già collaudato nell’Udinese. Il suo metodo di lavoro convince immediatamente Berlusconi e la dirigenza rossonera tanto che, contro ogni aspettativa e in anticipo sui tempi, coglie già nel primo anno del suo incarico e dopo un lunghissimo inseguimento sulla Lazio, il sedicesimo scudetto rossonero.

La stagione 1999/2000 non è delle migliori. Il Milan esce in malo modo dalla Coppa dei Campioni e raggiunge, con il terzo posto nel campionato, la qualificazione di prestigio per l’edizione 2000/2001 della champions league. E’ il nuovo Milan: Abbiati, Ambrosini, Sala, Bierhoff, Shevchenko (capocannoniere del campionato con 24 gol), Gattuso.

Anche l'anno 2000-2001 non è dei migliori; il Milan esce al secondo turno dalla Champions League e l'allenatore Zaccheroni viene esonerato direttamente dal presidente Berlusconi; sulla panchina Cesare Maldini con la collaborazione dell'eterno Mauro Tassotti che portano il Milan alla quinta posizione in classifica classificandosi per la Coppa UEFA. Unica nota positiva della stagione, la storica vittoria nel Derby dove il Milan schiaccia l'Inter con un risultato unico: 0-6!!!

Le vittorie, i successi e i campioni hanno esaltato lo stile e il carattere della società Milan: la mentalità vincente è il vero esempio della società e della squadra, un esempio vivente per tutti i giovani calciatori che si avvicinano al mondo del calcio.


Fonte informazioni:
www.acmilan.com
www.devil-inside.net/biography.htlm