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ROBY POZZOLI
2001-2002
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Campionato serie A
3^ giornata
16 settembre 2001
Udinese - Milan

Foto della tifoseria ospite

   

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TABELLINO
UDINESE-MILAN 1-2

MARCATORI : Shevchenko (M) al 15' p.t.; F.Inzaghi (M) al 9', Muzzi (U), su rigore, al 28' s.t.

UDINESE (4-4-2): Turci; Bertotto, Sottil, Zamboni, Pieri; Pinzi (Martinez dall'11' s.t.), Helguera, Pizarro, Jorgensen (Di Michele dal 37' s.t.); Iaquinta, Muzzi (Pavon dal 37' s.t.). (De Sanctis, Scarlato, Almiron, Sosa). All. Hodgson.

MILAN (4-4-2): Abbiati; Contra, Laursen, Maldini, Kaladze; Umit, Albertini, Gattuso (Donati dal 30' s.t.), Serginho (Roque Junior dal 46' s.t.); Shevchenko (Brocchi dal 37' s.t.), F.Inzaghi. (Rossi, Costacurta, Brocchi, Pirlo, Moreno). All. Terim.

AMMONITI: Gattuso e Contra per gioco scorretto.
ARBITRO: Borriello, di Mantova.
SPETTATORI: 17398



UDINE - Milano, si sa, in epoca classica, era considerata dai romani terra di barbari. Dalla storia si apprende anche che i Galli (così erano chiamati gli abitanti della padania), all'epoca delle guerre hanno dato molto filo da torcere ai valorosi e tanto decantati condottieri romani. Facendo un passo avanti nella storia di Roma, si arriva alla nascita dell'Impero. La popolazione, di quei tempi, era da tenere sotto controllo e il modo migliore per farlo era quello di proporre le lotte dei gladiatori. Per avere un'idea della fierezza, della forza, della caparbietà e dell'orgoglio ci si può rifare al film "Il Gladiatore".
Terim è considerato da tutti l'Imperatore al quale, per lo meno nell'imitazione proposta da Quelli che il calcio, tutti si sottomettono. Come tutti gli imperatori deve fare i conti con la popolazione, vale a dire l'esigente popolo milanista. Imparando la lezione impartita secoli e secoli fa dagli antichi imperatori romani, decide di far sbarcare a Udine i gladiatori. Ma loro non hanno corazze né scudi né spade, non devono combattere contro tigri o leoni affamati. Le uniche armi a loro disposizione sono la classe, la tecnica e i consigli dell'imperatore-allenatore, devono espugnare Udine, una terra fino ad oggi amica dei colori rossoneri.

Non tutti però sembrano conoscere i fasti del passato. Le fasce laterali sono poco sfruttate e la difesa commette come sempre qualche errore di troppo. Anche se l'Udinese non si dimostra molto propensa ad attaccare, urge una soluzione per poter tenere alti onori vecchi di secoli. Sarebbe utile trovare qualcuno che sia un grande campione e nello stesso tempo umile, ricco di tecnica e lottatore… ma chi incarna queste doti? La risposta è ovvia:il ragazzo venuto da Kiev. Dopo un quarto d'ora di letargo, il grande gladiatore si risveglia e sfodera una delle sue prodezze balistiche. A questo, trascinato da un fantastico Shevchenko, si risveglia tutta la squadra. Proprio tutti, siamo sicuri? Guarda un po' sulla sinistra, non è Serginho quello che sbaglia quasi ogni pallone? Eh sì, è proprio lui, ma è da capire, poverino. È brasiliano cosa volete che sappia di gladiatori, imperatori e belve pronte a sbranarti? Ma anche chi dovrebbe conoscere bene la storia, tradisce le attese.
Dopo il gol il Milan molla la presa, la manovra si fa via via più lenta e l'unico modo per impensierire Turci è con lanci lunghi e improvvisi per le due punte. L'Udinese però non approfitta della situazione. Hodgson invece di dare la spinta decisiva ai suoi gioca con il freno a mano tirato, e nonostante che le sovrapposizioni di Bertotto-Pinzi e Pieri-Jorgensen a centrocampo Abbiati rimane poco impegnato. Il pubblico rumoreggia: vuole lo spettacolo. Ma lo spettacolo non arriva, il primo tempo si trascina con un ritmo lento che non fa che aiutare Terim e i suoi. I friulani non comprendo la situazione e hanno la colpa di non riuscire ad alzare il ritmo della gara, favorendo così il Milan che si limita a controllare con esasperato, ma efficace tatticismo, grazie anche al controllo di palla di Gattuso e Albertini. La folla non ne può più, ma dov'è lo spettacolo promesso dai gladiatori? Finalmente qualcosa di vicino allo spettacolo arriva, dalla parte sbagliata però. Bertotto e Sottil, che forse la storia non la conoscono o che forse vogliono semplicemente verificarla di persona, si presentano davanti ad Abbiati con un dubbio: saranno capaci di difendersi? Il portierone accoglie la sfida e con un'acida risatina sventa l'attacco.

Nella riprsa, finalmente, i voleri del pubblico vengono soddisfatti. Il solito Shevchenko sfodera tutto il suo repertorio, dimostrando di non essere inferiore a nessuno. Avevamo detto che una delle caratteristiche fondamentali dei campioni (o dei gladiatori che dir si voglia) è l'umiltà. L'ucraino dimostrano di possederne a quintali, non solo recuperando palloni addirittura in difesa ma anche servendo un assist a dir poco prfetto ad Inzaghi. Il raddoppio è siglato. Rispetto al primo tempo è cambiato qualcosa: il Milan non si adagia, anzi trascinato da una coppia d'attacco stellare e da un'organizzazione di gioco quasi perfetta, sovrasta gli avversari. Anche in casa friulana è cambiato qualcosa, i bianconeri stringono i denti, non avranno mica imparato qualcosa dai gladiatori? Incominciano a pressare anche loro, e il pubblico al loro seguito si infiamma e li trascina. L'innesto poi di Martinez si rivela provvidenziale, certamente non è un fulmine ma provoca quel tanto scompiglio che basta per far tremare i rossoneri. A diffondere la puara ci pensa poi Kaladze (anche i gladiatori a volte sbagliano) commettendo un fallo inutile e assurdo in area. È Muzzi stavolta a sorridere sarcasticamente ad Abbiati… Se il valore si vede nei momenti di difficoltà, il Milan dimostra di appartenere a pieno titolo all'élite delle grandi squadre. Subito dopo il gol, si getta in avanti alla ricerca della sicurezza della vittoria ma ci pensa la traversa a fermare il furore rossonero. La frase "gol sbagliato gol subito" spesso si rivela esatta; fortunatamente Abbiati non sembra conoscerla, perché se non ci fosse stato lui il Milan non si troverebbe al secondo posto in classifica.
Ma se il "vero gladiatore" Russel Crowe è "il comandante che diventò schiavo, lo schiavo che diventò gladiatore, il gladiatore che sfidò un impero", se Terim è l'imperatore che conquistò Milano, il Milan sarà la forbice che scucirà lo scudetto da Roma?
Eva Kant

LE PAGELLE
Abbiati il "salva tutto"
Umit la speranza

UDINESE
Turci 5.5; Bertotto 7, Sottil 5, Zamboni 5, Pieri 5; Pinzi 5.5, Martinez s.v., Helguera 5, Pizarro 5, Jorgensen 6.5, Di Michele s.v.; Iaquinta 5, Muzzi 6,Pavon s.v.

MILAN
ABBIATI 7.5 - Se ora il Milan.è a due punto dalla Juve, lo si deve a lui. Dopo una serie di importanti interventi, nel finale compie addirittura il miracolo deviando col piede il tiro di Zamboni.
CONTRA 6 - Jorgensen lo fa penare parecchio. Non sempre riesce a chiudere l'avversario; molto meglio in fase offensiva anche se poteva fare qualcosa di più.
LAURSEN 6.5 - Ogni tanto commette qualche svarione che potrebbe costar caro, ma nel complesso si comporta bene in difesa. Si propone con facilità anche in avanti colpendo di testa una traversa.
MALDINI 7- Nello stadio che l'aveva visto esordire, dimostra che non per tutti gli anni passano. Fondamentale nella difesa, dove aiuta il danese quando è in difficoltà.
KALADZE 5.5 - Non è un gran che la sua prestazione. Sulla fascia sinistra non punge e fatica a difendere, inoltre fa tremare il Milan commettendo uno stupido fallo in piena area di rigore.
UMIT 6.5 - A inizio gara è un po' titubante, ma nella ripresa cresce andando più volte al cross.
ALBERTINI 7 - Con lui il centrocampo ha tutt'un altro volto. Smista palloni a volontà aiutando molto gli attaccanti. Con il rientro di Rui Costa si troverà sempre più a suo agio.
GATTUSO 7 - E' la spalla perfetta per Albertini, intercetta una infinità di palloni perdendone pochissimi.
DONATI s.v. - Rileva Gattuso negli ultimi minuti.
SERGINHO 5 - Sembra un giocatore completamente diverso rispetto a domenica scorsa. Non spinge e non compre sulla fascia di sua competenza, è spesso impreciso nei passaggi e inconcludente nei suoi scatti.
ROQUE JUNIOR s.v. - Entra a partita ormai conclusa.
SHEVCHENKO 7.5 - Con Abbiati è il migliore in campo. Lotta su ogni pallone andando anche a difendere quando occorre. Segna un gran gol e poi manda a rete il suo compagno di reparto.
BROCCHI s.v. - Viene mandato in campo da Terim per rinforzare il centrocampo, quando il Milan soffre l'iniziativa friulana.
INZAGHI 6.5 - l'intesa con Shevchenko è ottima. Inzaghi è ormai inserito nei meccanismi della squadra. Segna il gol del 2-0 che si dimostra decisivo. Ma per entrare nel cuore della curva deve fare ancora molta strada, e certi gesti di certo non l'aiutano.

ARBITRO
BORIELLO 5.5 - L'unica cosa positiva della sua prestazione è il rigore. Ottimo il dialogo con il guardalinee pronto a segnalare un rigore difficile da vedere.

TIFO 7 - Con grande felicità di società e tv a pagamento, la trasferta di Udine ha visto meno adepti rispetto agli anni passati. Nonostante la presenza non delle migliori, il tifo è stato più che dignitoso. Per tutti i novanta minuti e oltre, l'incitamento alla squadra non è mancato. Buono anche l'impatto visivo del settore ospiti: bandiere e stendardi hanno dato colore alla Curva.
E.K.


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