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ROBY POZZOLI
2001-2002
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Campionato serie A
5^ giornata
30 settembre 2001
Perugia - Milan

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TABELLINO
PERUGIA - MILAN 3-1

MARCATORI: nel st 12' Bazzani, 23' Kaladze, 31' Tedesco, 35' Vryzas

Perugia (3-5-2) : Mazzantini; Sogliano, Dellas, Di Loreto; Zè Maria (46' st Paris), Tedesco, Gatti,
(26' st Cordova,), Baiocco, Milanese; Vryzas, Bazzani (19' st Blasi). (1 Tardioli, 11 Grosso, 10 Ahn, 20 Nalitzis). All. Cosmi
Milan (4-3-1-2) : Abbiati; Contra (42' st Helveg, sv), Laursen, Maldini, Kaladze (37' st Roque Junior); Gattuso, Albertini (37' st Javi Moreno), Serginho; Rui Costa ; Inzaghi, Shevchenko. (1 Rossi, 15 Donati, 32 Brocchi, 21 Pirlo). All. Terim.
Arbitro: Borriello di Mantova.
Ammoniti : Laursen e Contra per gioco falloso
Spettatori : 12 mila circa

PERUGIA - Cosmi, allenatore rivelazione dello corso campionato e l'unico in grado di tener testa a Gaucci, ha riportato alla realtà chi stava già facendo sogni di gloria. L'Imperatore ha perso la sua prima battaglia. Sarebbe dovuto essere il giorno del sorpasso, in verità un sorpasso c'è stato: il Chievo è balzato al secondo posto. Una sconfitta forse utile, le cinque vittorie consecutive avevano nascosto i problemi della squadra rossonera: una difesa troppo lenta che fa acqua da tutte le parti. L'attacco è sempre stratosferico, non solo sulla carta, ma quando si inceppa qualcosa là davanti il Milan perde tutta la sua potenza.

L'armata rossonera è affondata come il Titanic. Come la famosa nave che doveva attraversare l'oceano atlantico che prima della partenza era considerata inaffondabile e un capolavoro dell'arte e della tecnica, così il Milan prima della partenza per Perugia era considerato una delle più probabili candidate per lo scudetto. Cosmi può essere accostato senza difficoltà ad un iceberg. È fastidioso per le altre squadre tanto quanto un iceberg per le navi; se non vengono prese le opportune contromisure può diventare letale per chi intralcia il suo cammino esattamente come lo può essere un blocco di ghiaccio. Il campo del Curi poi, più che ad un campo di calcio assomigliava ad una distesa d'acqua. I rossoneri, autori di una prestazione da dimenticare il più presto possibile, sono stati colpiti al fianco - esattamente come il Titanic - da un Perugia umile e autore di una gara intelligente. Il punto debole della squadra di Terim è uno solo: la difesa, la zona del campo fondamentale per il gioco del turco è la fascia laterale. L'iceberg-Cosmi ha colpito proprio sulle fasce, e una volta ridotte al minimo sindacale le incursioni di Serginho e Contra, grazie soprattutto a Ze Maria e Milanese, è stato un gioco da ragazzi penetrare nel "paese delle meraviglie" degli avversari. I rossoneri, già bagnati dalla pioggia insistente che non ha dato tregua, si sono ritrovati ben presto inondati dalla furia e dal pressing dei grifoni, e nonostante i disperati e illusori tentativi per ridurre i danni non hanno potuto che affondare.

Ad essere sinceri il primo tempo non è stato disastroso. Il Milan, che preferisce mantenere il possesso della palla con ripartenze improvvise, quando spinge fa paura, al punto da confezionare tre nitide palle gol, senza essere trascendentale. Rui costa, pur viaggiando coi freni tirati, ha saputo confezionare dei palloni deliziosi che hanno esaltato Mazzantini. Ma la sconfitta è forse merito più del Perugia che demerito del Milan, Terim conferma la squadra che vince, Cosmi deve fare i conti con la mancanza di giocatori di spicco. L'assenza di Liverani, ceduto alla Lazio, poteva far pensare ad una partenza inquietante. Ma Cosmi non è uno che si fa spaventare da simili inezie, il ghiaccio è difficile da scalfire soprattutto se c'è uno come Gatti su cui fare affidamento. E poi Baiocco e Tedesco sono due polmoni senza limiti. I grifoni si presentano senza moduli rivoluzionari, ma con volti nuovi. Subito Bazzani a fare da punta al fianco di Vryzas, mentre l'altro greco Nalitzis è in panchina. Il campo bagnato e scivoloso, ergo: equilibrio instabile, entrate senza freni, zolla selvaggia, non sembra creare problemi agli umbri che tengono alto il ritmo, lungo la verticale formata da Baiocco, un funambolo dalle sette vite, e Tedesco. Alla "banda Cosmi" manca la soluzione finale. Però il Perugia sa confondere le idee al Milan che a volte gioca quasi con sufficienza, ignorando i raddoppi e il pressing dei grifoni. E le sortite di Ze Maria, dove Kaladze viene spesso preso in contropiede, fanno male: il caso del gol dell'esordiente Bazzani è eloquente. Il georgiano pareggia, ma è ancora da quella parte che arriva l'assist di Vryzas per Tedesco.

Il secondo gol affonda definitivamente il Milan. Il centrocampo crolla e, ad uno ad uno, Albertini e Gattuso colano a picco, incapaci di intercettare e passare palle banali. Sconfitto il centrocampo, la difesa regge ben poco e anche il "capitano della nave" Maldini deve arrendersi alla forza umbra. Il terzo gol di Vryzas è solo una semplice formalità.
Il Titanic è affondato, ma questo non ha implicato che non si attraversasse l'Atlantico. Il Milan ha perso in malo modo a Perugia, forse non è nemmeno mai sceso in campo; il punto debole rimane la difesa nonostante l'innesto di Laursen: Terim sa dove bisogna lavorare per evitare di finire come il Titanic.
Eva Kant

LE PAGELLE
Serginho non decolla
Vryzas affonda il Milan

PERUGIA
Mazzantini 6; Sogliano 6.5, Dellas 6.5, Di Loreto 7; Zè Maria 7, Paris, s.v., Tedesco 7, Gatti 7.5,
Cordova, sv, Baiocco 6.5, Milanese 7; Vryzas 7.5, Bazzani 7, Blasi s.v.

MILAN
ABBIATI 6 - Il passivo sarebbe potuto essere peggiore se non avesse fatto alcuni interventi prodigiosi. Non ha particolari colpe sul gol.
CONTRA 4 - Quasi nullo il suo apporto in attacco; in difesa, da sempre il suo punto debole, compie troppi errori. Gara da dimenticare.
HELVEG s.v. - Entra nel finale, ingiudicabile.
LAURSEN 5.5 - Non commette grossi errori nell'arco della gara, anche se gli attaccanti perugini lo fanno sudare parecchio. Alla fine anche lui crolla.
MALDINI 5- Gioca esattamente come il suo compagno di reparto, però un giocatore del suo livello per giunta capitano, non deve lasciarsi andare ad errori grossolani.
KALADZE 5 - L'unica cosa positiva della sua gara è il gol dell'illusorio pareggio. La sua zona è sempre scoperta, da lì infatti partono le azioni dei gol.
ROQUE JUNIOR s.v. - Sostituisce Kaladze a fine tempo.
ALBERTINI 5 - Il primo tempo lo gioca a buoni livelli offrendo qualche palla buona in avanti. Nella ripresa cala vistosamente fino a commettere errori su palloni estremamente facili.
JAVI MORENO s.v. - Troppo poco per essere giudicato
GATTUSO 5 - Essendo spalla di Albertini, gioca come lui. Grinta nel primo tempo, fiacchezza nel secondo.
SERGINHO 4 - Inguardabile. Non punge e non rientra, è un oggetto non identificato, più un peso che un'arma.
RUI COSTA 6 - Gioca a piccolo trotto, ma nel suo piccolo riesce a rendersi pericoloso. Le uniche palle gol dei rossoneri partono da lui. L'unico che si salva in questa giornata.
SHEVCHENKO 5 - E' isolato, ma tenta di sfruttare al meglio le poche palle che gli arrivano. Con il passare dei minuti si spegne e affonda con tutta la squadra.
INZAGHI 4.5 - Ci si accorge della sua presenza in campo solo quando in area del Perugia c'è qualcuno a terra. Chiede ogni volta che ha la possibilità il rigore rischiando spesso l'ammonizione. Dovrebbe pensare un po' meno a protestare e un po' di più a creare occasioni da gol.

ARBITRO
BORIELLO 6- Dirige abbastanza bene una gara tutto sommato facile. Forse ci stava qualche ammonizione in più.

TIFO 5 - Succede esattamente l'opposto di Udine. Se in terra friulana il tifo era stato buono e la presenza scarsa, in terra umbra è la presenza ad essere buona il tifo ad essere scadente. Attribuire la colpa dello scarso apporto canoro alla pioggia insistente è solamente una scusa. Il primo tempo infatti non è stato terrificante, poi dopo il gol c'è stata una buona reazione. La curva insomma si è comporta bene fino a quando la squadra non è stata al di sotto delle aspettative. Ai primi problemi gli pseudo-ultras che ormai invadono le curve di tutta Italia, hanno perso l'entusiasmo e deciso di non cantare. E non stupirebbe se questa sconfitta si facesse risentire anche contro il Venezia.

 


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