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ROBY POZZOLI
2001-2002
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Campionato serie A
4^ giornata
23 settembre 2001
Milan - Lazio

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TABELLINO
MILAN - LAZIO 2-0

MARCATORI: nel pt, 42' F.Inzaghi, nel st' 6' Laursen.

MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Contra, Laursen, Maldini, Kaladze; Gattuso (47' st Donati), Albertini, Serginho; Rui Costa (32' st Pirlo); Shevchenko (42' st Javi Moreno), F.Inzaghi (1 Rossi, 2 Helveg, 25 Roque Junior, 15 Donati, 20 Sarr, 32 Brocchi). Allenatore: Fatih Terim.

LAZIO (3-4-1-2): Peruzzi; Colonnese, Nesta (11' st Simeone), Couto; Pancaro, Mendieta, D. Baggio, Favalli (28' st Castroman); Fiore; Lopez, Crespo (1' st Kovacevic) (1 Marchegiani, 3 Cesar, 5 Stankovic, 21 S. Inzaghi). Allenatore: Alberto Zaccheroni.

ARBITRO : Racalbuto di Gallarate.

AMMONITI: Kovacevic, Simeone e Fiore per gioco falloso.

SPETTATORI: 57.231 mila.


MILANO - C'era una volta in un luogo misterioso spesso avvolto dalla nebbia, un trio di olandesi e un severo condottiero che spaventavano il mondo intero. In pochi anni conquistarono l'Italia, l'Europa, il Giappone e il mondo intero. Nessuno era in grado di fermarli, tutti tremavano all'idea di doverli affrontare. Ma ad un certo punto gli olandesi abbandonarono il misterioso luogo avvolto dalla nebbia e il condottiero intraprese nuove avventure. In quel luogo che a molti faceva gola, arrivò un nuovo generale: Don Fabio. L'incantesimo continuò ancora per qualche anno, ma qualcosa si stava incrinando: Giappone e mondo intero erano perduti. Poi anche il Don abbandonò quello strano luogo che di misterioso non aveva più niente. In men che non si dica, l'armata si sgretolò. Passò qualche anno e….Zac, il piano di conquista riprese. Ma, ahimè, fu solo un'illusione perché la gloria durò un solo anno: "due volte nella polvere/,due volte sull'altar".
In molti si chiederanno: e adesso cosa sta facendo l'armata? Adesso l'armata è guidata da un vero e proprio Imperatore, l'obbiettivo è quello di conquistare il mondo. Ce la farà? "Ai posteri l'ardua sentenza". Guardando però l'andamento delle sue azioni non si può che essere ottimisti. Quattro vittorie consecutive, un calcio che finalmente diverte e una squadra compatta capace di reagire alle critiche sono i prodromi per compiere grandi imprese. L'Imperatore ha fatto la magia. La sua armata dai colori rosso e nero è ritornata a incutere timore. La nebbia non è più un pretesto per li sfottò delle altre squadra (per citarne uno: Dio c'ha dato il sole, Dio c'ha dato il mare e a voi soltanto la nebbia), ma torna ad essere simbolo di mistero come ogni favola richiede.

Il povero Zaccheroni nulla ha potuto. Già nella passata stagione l'Imperatore era l'incubo del cesenate. E l'incubo continua a viverlo, nonostante che la tradizione dicesse: la prima partita con il nuovo allenatore, di solito, è sempre positiva. Ma stavolta è andata diversamente,e per dirla all'Articolo 31 è stata "l'eccezione che invalida la regola, fa male quando cado in testa tipo tegola". E la tegola che è caduta in testa al povero Zac è stata davvero pesante: una sconfitta sul campo, una serie di infortuni pesanti e una pessima condizione atletica dei suoi che non fanno sperare nulla di buono per la gara di coppa. Tutto diverso in casa Terim. Rui Costa è tornato in campo e, in risposta a tutte le critiche mosse nei giorni scorsi, ha dimostrato che la squadra non solo non ha perso gli equilibri col suo ingresso, ma ha addirittura migliorato il proprio gioco. In un Albertini ritornato in forma poi, il portoghese ha trovato un valido appoggio a centrocampo. ma quello che rende il Milan grande in questo periodo, non sono i singoli bensì il collettivo. I rossoneri hanno dominato ovunque. Sulle fasce non c'è stata partita. Contra e Serginho dominano le fasce. Il brasiliano in particolare torna ad essere devastante, quando decolla non c'è niente in grado di fermarlo. Sull'attacco non c'è niente da dire. Se Sheva non è in giornata ci pensa Inzaghi a non mancare l'appuntamento con il gol. La difesa forse è l'unico punto debole. Kaladze, forse in ricordo dei vecchi tempi, pensava di giocare ancora per Zaccheroni e per ben due volte ha servito a Crespo due palloni d'oro. Per fortuna Abbiati è sempre presente e ha tolto due grosse castagne dal fuoco. Ma non è solo questo ciò che rende il Milan una squadra spettacolare. I giocatori si divertono in campo, sono contenti, riescono a trasmettere entusiasmo cosa che non accadeva dai tempi d'oro di Sacchi. Lo stesso Inzaghi sembra un giocatore nuovo. Gli anni passati a Torino l'avevano reso triste, gli avevano fatto perdere la voglia di giocare: stava lì fermo ad aspettare che la palla arrivasse, sul filo dl fuorigioco. Adesso sembra essersi ritrovato, sembra di rivedere il giocatore che qualche anno fa giocava a Bergamo. Ma non è il solo ad essersi ritrovato. Sheva è diventato ancora più fenomenale, Maldini e Albertini stanno vivendo una seconda giovinezza.

Terim ha riportato a Milano l'entusiasmo dei tempi d'oro, ha ritrasmesso la voglia di andare allo stadio, ha ridato al pubblico di San Siro quel calcio-spettacolo che mancava da troppo tempo. Il tecnico turco sta scrivendo una nuova fiaba targata rossonero, e come la tradizione vuole ogni fiaba deve avere il lieto fine. Meglio non incappare in eccezioni in questo caso…
Eva Kant

LE PAGELLE
Laursen:il difensore goleador
Mendieta…chi è costui?


MILAN
ABBIATI 7.5 - Anticipa per ben due volte Crespo recuperando gli svarioni di Kaladze. Ottima anche l'uscita su Fiore nel finale. Un portiere ritrovato.
CONTRA 6.5 - Costruisce l'azione che porta al primo gol, per il resto non fa un gran che, si limita a coprire.
LAURSEN 8 - Realizza il gol della sicurezza, ma la sua gara non si limita a questo. In difesa ribatte palloni su palloni, e non si fa mai sorprendere dai tentativi di affondo della Lazio. Una torre impossibile da abbattere.
MALDINI 7- Lottando con Crespo qualche volta si rende meno preciso e tempestivo del solito, ma tutto sommato oltrepassarlo è sempre un'impresa che i laziali non hanno il piacere di portare a termine. Una sicurezza
KALADZE 5 - Il terzino sinistro non è la sua posizione, spesso si va saltare e sbaglia appoggi facili. Commette poi due errori che sarebbero potuti costar caro al Milan.
GATTUSO 6.5 - Ringhia su ogni pallone e difficilmente si passa se c'è lui. La mole di lavoro è sorprendente in quanto unico marcatore a centrocampo. Un mastino.
DONATI s.v - Entra allo scadere, ingiudicabile.
ALBERTINI 6.5 - Gioca più arretrato perché rientra Rui Costa, ma lotta e distribuisce una infinità di palloni. Un giocatore ritrovato.
SERGINHO 7 - Ridicolizza prima Pancaro e poi Castroman che salta puntualmente. Sulla fascia è praticamente imprendibile. Un concorde.
RUI COSTA 6.5 - La protezione al gomito gli fa perdere qualcosa in scioltezza; i suoi suggerimenti sono sempre fondamentali. La luce del centrocampo.
PIRLO s.v. - Gioca troppo poco per essere giudicato.
INZAGHI 6.5 - Segna il primo gol di rapina ma sbaglia troppo. Spesso poi si fa pescare in fuorigioco.
SHEVCHENKO 5.5 - E' servito poco e male dai compagni e per questomè meno incisivo del solito. Sottotono.


LAZIO
Peruzzi 5.5; Colonnese 5, Nesta 6, Simeone 6, Couto 6.5; Pancaro 4.5, Mendieta 4, D. Baggio 5, Favalli 5, Castroman 5.5; Fiore 6; Lopez 5.5, Crespo 5, Kovacevic 5.

ARBITRO
RACCALBUTO 6.5 - Dirige bene una partita che, nonostante i numerosi falli, non si lascia mai sfuggire dalle mani.

TIFO 8 - Una sola parole descrive la curva: ENTUSIASMO! Era da tantissimo che non si sentiva un tifo così compatto e continuo. La partenza è subito folgorante con un inno cantato finalmente come si deve; gli stendardi danno come sempre quel colore che contraddistingue la Sud di Milano. Nonostante il primo tempo "calmo" sul campo e i rischi avuti da Abbiati, la gente non si è lasciata demoralizzare. Con l'arrivo del gol a fine tempo, l'entusiasmo è salito alle stelle. Era da tantissimo che non si assisteva ad un tifo del genere, la Sud ha dimostrato di essere ancora una delle curve migliori della Serie A, soprattutto per la compattezza che ha dimostrato. E come direbbe Manzoni siamo finalmente "Una d'arme, di lingua, d'altare,/ Di memorie, di sangue, di cor."
E.K.


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