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ROBY POZZOLI
2001-2002
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Campionato
serie A
2^ giornata
9 settembre 2001
Milan
- Fiorentina
Le mie foto
Foto della
tifoseria ospite
TABELLINO
MILAN-FIORENTINA 5-2
MARCATORI:
Shevchenko (M) al 16' pt, Chiesa (F) al 19' pt;
Laursen (M) 40' pt; Inzaghi (M) 46' pt;
Shevchenko (M) 8' st, Chiesa (F) 13' st, Serginho
(M) 33' st
MILAN
(4-4-2): 18 Abbiati; 2 Helveg (34' st Roque
Junior), 24 Laursen, 3 Maldini, 13 Kaladze; 22
Contra, 8 Gattuso, 4 Albertini (23' st Donati),
27 Serginho; 9 Inzaghi (39' st Javi Moreno), 7
Shevchenko (1 Rossi, 5 Costacurta, 21 Pirlo, 32
Brocci). All. Terim
FIORENTINA (4-4-2): 1
Taglialatela; 13 Moretti, 4 Adani, 23 Pierini, 72
Vanoli (10' st Morfeo); 7 Di Livio, 6 Amaral, 24
Amoroso (27' st Rossitto), 19 Rossi; 21 Nuno
Gomes (30' st Taddei), 20 Chiesa (30 Manninger,
15 Agostini, 29 Ceccarelli, 77 Baronio). All.
Mancini
ARBITRO:
Saccani di Mantova
AMMONITI: Inzaghi 24' pt per proteste; Pierini 38'
pt gioco falloso
SPETTATORI: 55.249
MILANO - Tre mesi di attesa
per vedere lui, l'Imperatore giunto dalla
Turchia, uscire dagli spogliatoi e sedersi sulla
panchina rossonera. Ma, guardate bene, non è
solo! Insieme a lui avanza sorniona una corda.
Forse che l'Imperatore aveva ragione nel dire che
lo volevano impiccare? Stranezze del calcio.
Uscendo dal tunnel sente subito dietro di sé i
suoi vecchi tifosi, sono ancora gli stessi:
contestano Cecchi Gori e incitano la squadra,
loro il cappio non te lo mettevano. Ma gira la
testa, guarda lassù la tua nuova curva, sa amare
come pochi altri però deve essere conquistata
sennò la corda te la stringono. Adesso sei
carico, puoi affrontare i palati fini di San
Siro, attento che qui sono abituati bene, al
primo errore il nodo te lo stringono. Ma tu sei
l'Imperatore, non ti curar di loro basta una
vittoria per accontentarli. Già, una vittoria,
sembra facile? E poi sei contro i tuoi "figli",
li hai cresciuti tu lo scorso anno e adesso ti
tocca l'arduo compito di batterli, non poteva
esserci un esordio peggiore. E la corda è sempre
lì. Sono due settimane ormai che ti segue, che
ti ricorda ossessivamente quel Serginho
difensore, ma come dice un famoso detto popolare
sbagliando si impara. Sugli spalti la gente si
guarda con occhi interrogativi, chissà se anche
in Turchia si dice così?
Tutti
i dubbi vengono presto sciolti, lo speacker con
il solito scarso entusiasmo annuncia le
formazioni. Prima i Viola, gioca Chiesa, vi
ricordate quanto ci ha fatto penare lo scorso
anno? Gli occhi si fanno sempre più carichi di
ansia e trepidazione. Finalmente si passa al
Milan, Serginho c'è ma questa volta ritorna al
suo ruolo naturale: esterno sinistro. Quel
proverbio lo conosco anche in Turchia.
Saccani fischia l'inizio, l'Imperatore esordisce
ufficialmente davanti al suo pubblico insieme
alla corda, chissà come andrà a finire
Mancini ha dato la sua impronta, la Fiorentina più
che ad una squadra di calcio assomiglia ad un
flipper, le manopole corrispondono alla difesa
che allontana i pericoli solo per brevi momenti.
Sin dalle prime battute la corda, che fino ad
allora aveva guardato con aria di sfida il povero
Terim, capisce che dovrà tornarsene a casa senza
portare a termine il suo lavoro. Ma il Milan è
troppo precipitoso, la Fiorentina con la sua
calma riesce a resistere a centrocampo e grazie a
palloni gettati in avanti si fa vedere da Abbiati.
I rossoneri dilaga sulle fasce con Serginho e
Contra, i quali riescono a mandare a rete gli
attaccanti in pochi passaggi. Il gol non tarda ad
arrivare, come al solito ci pensa Shevchenko a
sbloccare l'incontro. La corda che pende sopra
Terim incomincia a lacerarsi. Attento Milan non
adagiarti, ricordati di Chiesa. A quanto pare
Maldini e compagni di Chiesa non si sono
ricordati, passano pochi minuti ed ecco che
arriva il pareggio. E Terim cosa fa? L'Imperatore
è tranquillo, non si agitata ma la corda
riprende vigore. Il Diavolo non si smarrisce,
anzi riprende subito in mano la gara e
ricominciare ad attaccare dalle fasce. Ma ci
vuole Laursen, un difensore, per riportare sul
trono l'Imperatore. È il 40' e il Milan ha ormai
annientato la Fiorentina. In panchina succede
qualcosa di strano, la corda si stacca da Terim,
ha capito probabilmente che stasera "butta
male", e si sposta piano piano verso Mancini.
Pierini intanto ne combina di tutti i colori,
Shevchenko è imprendibile e Inzaghi non perde
occasione nel dimostrare che gli errori, quando
c'è lui in giro, si pagano cari: è il 3-1.
Per
la prima volta da anni, il Milan esce tra gli
applausi e le ovazioni di uno stadio che da tempo
attende il calcio-spettacolo. Anche la corda
torna negli spogliatoi con le squadre, ma questa
volta segue a ruota il tecnico viola.
Il secondo tempo è solo semplice routine. La
Fiorentina ormai non c'è più, anche l'orgoglio
l'ha abbandonata. L'unico che lotta è Chiesa, ma
da solo non può nulla contro l'armata di Terim.
Quando poi Shevchenko e Inzaghi si accorgono che
la difesa ospite è alla frutta, non si lasciano
certo impietosire. Tagliatatela è sotto assedio
e non tarda a capitolare, prima Shevchenko e poi
Serginho arrotondano il risultato fino ad un
sonoro 5-2.
Sette gol in una partita sono tanti, sicuramente
a Milano difficilmente ci si annoierà. Se poi a
questi gol si aggiungono le occasioni avute nel
finale e la traversa di Donati, non si può far
altro che tremare di fronte ad un potenziale
offensivo di tal fatta.
Il primo esame è stato superato, la corda è
stata allontanata e Terim si può godere in tutta
tranquillità gli applausi della sua nuova curva.
Eva
Kant
LE
PAGELLE
Shevchenko sempre presente
Chiesa la bestia nera del Milan
MILAN
ABBIATI 6 - Sorpreso dalla punizione di Chiesa,
si riscatta nel finale salvando il Milan dal 4-3
su Rossi. Per il resto è poco impegnato.
HELVEG 6.5 - Ritorna sulla fascia destra
dimostrando la solita grinta. Importante il suo
appoggio in avanti, pecca in fase di copertura.
ROQUE JUNIOR s.v. - Entra nel finale,
ingiudicabile
LAURSEN 8 - Una gara da incorniciare. Oltre al
gol che apre la goleada rossonera, si dimostra
ottimo in difesa, dove raramente si fa cogliere
di sorpresa. Un grande acquisto.
MALDINI 6.5- Si fa cogliere impreparato in
occasione del primo gol dei viola e con Chiesa ha
pane per i suoi denti. Rimane comunque il punto
fermo della retroguardia rossonera, dimostrando
un'eterna giovinezza.
KALADZE 6- Gioca come terzino sinistro, ma non ha
ancora acquistato la posizione. Ogni tanto lui e
Maldini si intralciano
CONTRA 7 - E' senza dubbio l'uomo chiave
dell'attacco del Milan, il suo dominio sulla
fascia è determinante per l'attacco rossonero,
gli manca solo il gol.
GATTUSO 6.5 - Gioca con la grinta di sempre,
lotta come al solito su ogni pallone e quando
capita si fa trovare pronto in avanti.
ALBERTINI 6 - La condizione fisica non è
ottimale ma riesce comunque ha dare al
centrocampo quella luce che, con l'infortunio di
Rui, Costa era venuta a mancare. Per ora non fa
molto ma appena sarà in condizione
DONATI 6.5 - Entra a venti minuti dalla fine,
quanto basta per dimostrare una grande personalità
e colpire una traversa.
SERGINHO 7.5 - Fondamentale per le azioni di
attacco rossonere. Domani la sua fascia non
concedendo nulla agli avversari, il gol nel
finale corona la sua prestazione
INZAGHI 7 - Piano piano sta entrando nei
meccanismi di Terim. Segna un gol di rapina e
offre a Sheva un pallone che non si può
sbagliare.
SHEVCHENKO 8 - Si comporta da vero fenomeno. È
sempre pericoloso, sempre presente nelle azioni
di attacco. e il suo tabellino di marcia (51 gol
in 68 partite) è a dir poco strabiliante.
FIORENTINA
Tagliatatela 5, Moretti 5, Adani 6, Pierini 4,
Vanoli 4.5, Morfeo s.v.; Di Livio 6, Amaral 6,
Amoroso 6, Rossetto s.v., Rossi 6.5; Nuno Gomes 6.5,
Taddei s.v., Chiesa 8.
ARBITRO
SACCANI 6.5 - E' la prima volta che dirige Milan
e Fiorentina, ma non si lascia tradire
dall'emozione.
TIFO
6.5 - Il tifo è tutto sommato
buono ma la spiegazione è presto data: il
risultato. Da una curva considerata tra le
migliori in Italia per mentalità, è lecito
aspettarsi qualcosa di più; non è ammissibile
permettere che gente che ha poco a che fare con
l'essere ultrà, rovini una delle Curve più
longeve. Il modello da imitare è stato
presentato ieri sera: i viola. Nonostante la
situazione societaria e il risultato poco
entusiasmante, non si sono risparmiati. Bisogna
lavorare in questa direzione per dimostrare di
meritare di essere considerati appartenenti ad
una delle Curve migliori del panorama nazionale.
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