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ROBY POZZOLI
2001-2002
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Campionato serie A
8^ giornata
28 ottobre 2001
Milan - Bologna 

 

 

Foto tifoseria ospite

Corteo di alcuni ragazzi che non fanno capire di essere bolognesi fuori dallo stadio.....paura???

   


TABELLINO
Milan-Bologna 0-0

MILAN (4-3-1-2): 18 Abbiati; 22 Contra, 24 Laursen, 5 Costacurta, 3 Maldini; 8 Gattuso (1' st Donati), 13 Kaladze, 13 Serginho; 10 Rui Costa (1' st Umit); 9 Inzaghi, 7 Shevchenko (8' st Simone) (1 Rossi, 16 Chamot, 21 Pirlo, 32 Brocchi). All. Terim.
BOLOGNA (3-5-2): 1 Pagliuca; 16 Gamberini (25' st Fresi), 19 Falcone, 5 Castellini; 7 Nervo (39' st Wome), 4 Olive, 24 Pecchia, 25 Brighi, 13 Macellari; 30 Zauli, 9 Cruz (25' st Bellucci) (12 Coppola, 2 Zaccardo, 14 Goretti, 23 Tarantino). All. Guidolin

ARBITRO: De Santis di Tivoli.
AMMONITI: Gamberini, Gattuso, Serginho, Fresi, Kaladze, Costacurta, Bellucci, Umit per comportamento non regolamentare
SPETTATORI: 57.000 circa
Espulso Guidolin al 37' del primo tempo

MILANO – La scorsa domenica notte è ormai passato remoto carico di nostalgia. Nostalgia del secondo tempo nel Derby, nostalgia del goal e di quella illusione di bel gioco. Rimpianto per quel clima simile più alla primavera che all’autunno, il quale è tornato prepotentemente assieme all’inseparabile nebbia. Invidia per quel Chievo che ormai non è più una sorpresa, per quella provinciale che è già in fuga e che tanto ricorda il “Vecchio Milan”, per quel Del Neri che sembra aver studiato a memoria gli schemi di Sacchi. Pensieri del tifoso nati dopo uno squallido 0-0 col Bologna: troppo divario tra quello che si vede a San Siro e quello che offre la sempre "fatal Verona". Il Milan è passato dall’altare alla polvere in pochi giorni, e non è una banale questione di risultato, e quindi di classifica, stavolta si va al di là dei numeri. Poco importa che i rossoneri interrompono a quota 55 la serie di gare casalinghe, di campionato, con almeno un goal segnato...prima o poi doveva accadere. Importa invece l’involuzione nel gioco.
Trovandosi di fronte alla grigia umidità di San Siro, convinti forse di essere nascosti dalla nebbia, Maldini e compagni hanno pensato bene di adeguarsi all’andamento climatico passando da una prestazione “primaverile” ad una gara simile all’autunno padano. I novanta minuti sono stati disastrosi: un solo tiro in porta e tre infortunati rendono quel punticino importante perché al peggio non c’è limite. Ma i rossoneri hanno fatto male i loro conti, e chi era presente a San Siro ha visto quella partitaccia che può benissimo essere presa come manifesto dell’anti-calcio. I teorici del calcio considerano lo 0-0 la partita perfetta, in cui la tecnica e la tattica di entrambe le squadre raggiungono livelli elevatissimi. Guidolin alla vigilia aveva detto: "Affrontare il Milan è come trovarsi davanti in rapida successione le salite del Gavia e del Mortirolo. In sostanza per il Bologna sarà un bel tappone dolomitico". Il Bologna però ha trasformato il tappone dolomitico in una gita in pianura, grazie ad una partita giocata tatticamente in modo splendido. Stessa cosa non la si può però dire del Diavolo; non deve quindi stupire che i 57.000 presenti, all’uscita dallo stadio, non abbiano pensato di aver visto la “partita perfetta”.

Terim fa quello che ogni allenatore farebbe: confermare la squadra che vince. Si parte allora da dove si era concluso la scorsa domenica, con un 3-4-1-2 dove Contra è pronto a tornare in difesa all’occorrenza. A centrocampo non c’è Albertini: spazio dunque alla coppia Kaladze-Gattuso, supportati a sinistra da Serginho. Guidolin invece pensa ad ingabbiare i due laterali avversari con Nervo e Macellari, e ad avere la supremazia a centrocampo. I rossoneri giungono una sola volta davanti a Pagliuca: è il 19’ e l’innocua conclusione di Inzaghi permette di segnare “1” sotto la voce “tiri in porta”. La produzione offensiva dell’ex miglior attacco del campionato (adesso il primato è, guarda caso, del Chievo), fermato dalla miglior difesa, battuta solo tre volte (una dall’Inter e due dal solito e ormai scomodo Chievo), non offre più nulla. Il Bologna, orfano ancora di Signori e Cipriani, si presenta in attacco con una sola punta, Cruz, che da solo può fare ben poco. Ma è il centrocampo ad essere l’arma di Guidolin: sei centrocampisti di ruolo schierati, e il Milan impossibilitato nel creare gioco. È il Bologna a meritare il goal nei primi 45 minuti. Grazie al pressing e alla velocità, l’unica punta Cruz, supportata quando non ci sono pericoli difensivi da Zauli e dall'estro di Pecchia, mette perennemente in crisi la difesa rossonera, e se non fosse per la cattiva mira, Abbiati dovrebbe penare parecchio. L’abilità del Bologna consiste però nel saper chiudere al meglio gli spazi tra centrocampo e difesa, tanto da non lasciare “terreno vitale” a Serginho e Contra, decisamente inguardabili. Fasce inutilizzabili a cui si aggiunge un Rui Costa irriconoscibile dopo l’infortunio alla caviglia al primo minuto. Dopo tutto questo, i pochi spunti rimasti al Milan vengono troncati dalla “grinta” dei giocatori rossoblu (in giallo per l’occasione) che in 45 minuti commettono 19 falli.

Finalmente si va negli spogliatoi, e i tifosi pensano, anzi sperano, in un altro ribaltone "stile Derby". Il ribaltone arriva: Terim passa al 4-4-2, inserendo Umit e Donati per Gattuso e Rui Costa. Però non sempre c’è l’Inter davanti, non sempre gli avversari si prendono una pausa-caffè di sei minuti e non sempre sulla fascia c’è Georgatos. I rossoneri ci mettono la grinta e si buttano in avanti. Ma non basta, perché il Bologna eleva le barriere, mostrando ai ragazzi delle giovanili presenti come non bisogna giocare a calcio. Le barricate da un parte e la rabbia per non riuscire a segnare dall'altra producono ben 60 falli, un naso rotto e un infortunio muscolare. Cala il buio. Chissà che vedendo i riflettori accesi questo Milan non si svegli? Niente da fare: i rossoneri non si accendono, e se per puro caso hanno un attimo di risveglio ci pensa il guardalinee Russo a riportare tutti nel grigiore. Com’è lontana la luce del Chievo…
Eva Kant

LE PAGELLE
Maldini e Costacurta i soliti noti
Nervo e Macellari dominano le fasce

MILAN
ABBIATI s.v. – Cruz e Zauli non inquadrano lo specchio nelle poche occasioni utili, per il resto fa da spettatore.
LAURSEN 6.5 – Anticipa ottimamente gli avversari, non solamente di testa. Una garanzia in difesa.
COSTACURTA 6.5 – Esperienza e grinta per un vecchio leone sempre utile alla causa rossonera. Macchia la sua prestazione con un bruttissimo intervento nel finale, il che è indice del nervosismo presente in campo.
MALDINI 6.5 - In entrambi i moduli se la cava egregiamente. Prima è il padrone del centro-sinistra, poi solo della fascia sinistra. Nel finale esce per infortunio.
CONTRA 5 – E’ uno di quelli che fa aumentare la nostalgia per il Derby: il Contra di oggi è solamente una brutta copia di quello apparso domenica scorsa. Si fa chiudere da Macellari come un dilettante, e nel finale commette un fallo sospetto in area su Zauli.
GATTUSO 5 – Una ammonizione e 45 minuti passati in sordina.
UMIT 5.5 – Esordisce a San Siro non nel migliore dei modi. Sostituisce Gattuso e si posiziona sulla destra, ma appare opaco.
KALADZE 6 – Non è molto preciso, però ci mette l’anima, cosa che manca a molti suoi compagni.
SERGINHO 5 – Come Contra si fa vedere pochissimo, e quelle poche volte finisce sempre in malo modo. Nervo lo chiude senza grosse difficoltà.
RUI COSTA 5 – L’infortunio al primo minuto del primo tempo ha condizionato la sua gara. Esce dopo un tempo passato in sordina; sbagliato non sostituirlo prima.
DONATI 6 – Rileva Rui Costa e si posiziona nella posizione a lui più congeniale. All’inizio è spaesato; cresce con il passare dei minuti, ma deve fare di più.
SHEVCHENKO 5.5 – Si batte, si muove e crea spazi, ma tutto il suo lavoro è inutile. Non riceve palloni giocabili, quindi non può essere decisivo. Abbandona il campo di gioco col naso rotto.
SIMONE 5.5 – Viene accolto dal pubblico di San Siro come il figliol prodigo, ma fa ben poco per meritarsi l’affetto del pubblico.
INZAGHI 5.5 – Gli annullano un goal che, secondo regolamento (per lo meno secondo quello italiano, dato che all’estero non sarebbe stato valido), era da considerarsi valido. È sempre in agguato, ma sbaglia troppo.

BOLOGNA
Pagliuca s.v.; Gamberini 6.5, Fresi 6, Falcone 6.5, Castellini 6.5; Nervo 7, Wome s.v., Olive 6.5, Pecchia 6.5, Brighi 6.5, Macellari 7; Zauli 5.5, Cruz 5, Bellucci s.v.

ARBITRO
De Santis 4.5 – Una partita da dimenticare. Nemmeno un minuto di gioco e un bruttissimo fallo commesso su Rui Costa: da lì la partita gli sfugge di mano. Espelle giustamente Guidolin per aver protestato troppo con il guardalinee e ammonisce otto giocatori, ma non riesce a mantenere il controllo della gara. Dopo un'errata segnalazione del guardalinee annulla un goal regolare a Inzaghi.


CURVA SUD 5 – Al grigiore autunnale e della partita si adegua anche la Curva. Prestazione da dimenticare, che tutto sommato trova la sua spiegazione nel fatto che molta gente non si è ancora ripresa completamente da domenica. Sin dalle prime battute si capisce che non è giornata: gli inni li cantano quasi tutti, ma quello che manca è la voce. Con il passare del tempo le cose non migliorano. I cori contro i bolognesi e il nuovo tormentone “Alè alè alè Milan alè…” reggono per tutto il primo tempo e parte del secondo. Quando il Milan si getta in avanti alla ricerca del goal, la Curva lo segue, ma l’entusiasmo dura poco e la Sud si trascina a fine partita nel grigiore assoluto.
E.K.

 


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