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ROBY POZZOLI
2001-2002
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Campionato serie A
7^ giornata
21 ottobre 2001
Inter - Milan

 

Foto striscioni sfottò

 

 

Foto interisti

Notate la data 1969 nella coreografia: l'ultimo numero della data l'hanno messo al contrario!!!!!!!! Dopo il loro microfonista ha detto agli incompetenti di girare quello stendardo, riempendoli di insulti!!!!!

 

Foto incidenti


La mia lettera

 TABELLINO

INTER-MILAN 2-4
MARCATORI :Ventola al 13’p.t., Shevchenko al 14' s.t., Contra al 17' s.t., Inzaghi al 21’ s.t., Shevchenko al 33’ s.t., Kallon al 45’ s.t.

Inter (4-4-2): Toldo; Vivas, Cordoba, Materazzi, Georgatos (dal 31’ s.t. Okan); Zanetti J., Di Biagio (dal 27’ s.t. Zanetti C.), Seedorf, Guglielminpietro; Kallon, Ventola (dal 22’ s.t. Adriano). ( Fontana, Simic, Gresko, Farinos) All. Cuper.
MILAN (4-3-1-2) : Abbiati; Costacurta, Laursen, Maldini, Serginho; Gattuso, Albertini (dal 1’ s.t. Contra), Kaladze; Rui Costa (dal 35’ s.t. Brocchi); Shevchenko, Inzaghi (22' s.t. Donati). (Rossi, Pirlo, Simone, Javi Moreno) All. Terim

ARBITRO : Collina di Viareggio
AMMONITI: Kallon, Vivas, Materazzi, Laursen, Contra per gioco falloso.
SPETTATORI: 80.000 circa

MILANO – Nell’opera più celebre di Goethe, il "Faust", si trova scritto in una delle prime scene: “Il Diavolo è un egoista, e non è facile che compia ciò che giova altrui per amor di Dio. Di’ chiaro e tondo le tue condizioni. Un servo della tua risma è un pericolo per la casa.”. Se i giocatori interisti avessero letto questi versi prima dell’inizio del Derby, sicuramente la gara sarebbe andata in modo differente…

Il primo posto in classifica e una squadra finalmente degna delle attese avevano fatto ben sperare i tifosi interisti, che tra l’altro dovevano vendicare uno 0-6 alquanto umiliante. Le vittorie precedenti, le dichiarazioni della squadra, la folta presenza di pubblico facevano pensare: "E' l’anno buono! Vendicheremo anche l’affronto della passata stagione!”. Qualcuno poi vedeva in Cuper un nuovo Trapattoni, un’Inter vecchio stampo capace di vincere i Derby. Nemmeno la curva è riuscita a rimanere fuori da questa euforia generale, e la coreografia parlava chiaro: Curva Nord Old Style. Un richiamo al passato e alla storia neroazzurra dunque. Il rimando al passato non tarda ad arrivare. Mentre le squadre entrano in campo, ecco che lassù nella Curva Sud qualcosa si muove. Un telone enorme piano piano si srotola, dei cartoncini rossi e verdi si innalzano. Il popolo interista attende, si interroga – cosa avranno ideato questi diavolacci? Nemmeno l’oracolo di Delfi riuscirebbe a capire cosa gli passa per la testa…- l’enigma, molto più facile di quello della sfinge, viene ben presto svelato: campo da tennis, una racchetta e sei palloni. Old style ragazzi. All’improvviso le luci si abbassano, calo di tensione e San Siro a luci soffuse. Collina, non nuovo a lunghe attese, prende il pallone sottobraccio e interroga gli allenatori: si gioca o non si gioca? Uno dice sì, l’altro no...poi entrambi sì, Collina attende proprio come a Perugia. Il popolo rossonero è invaso da ricordi nefasti: e se succede come a Marsiglia? La storia è tornata, per tutti.

Dopo un’attesa di qualche minuto arriva il calcio d’inizio. Le formazioni si schierano. Il popolo rossonero rimane basito: ma che razza di formazione è questa? Inzaghi, dato per assente alla vigilia, è regolarmente in campo per non lasciare solo soletto “il Sheva” là davanti. L’occhio piano piano scorre tutto il campo: ma quello lì sulla destra è Costacurta? Come mai non c’è Contra? E Gattuso lì a centrocampo cosa fa? E Serginho in difesa cosa ci fa? E poi Rui Costa cosa ci fa così in disparte? Dubbi rimasti insoluti, e nemmeno lo stesso Terim sarebbe in grado di scioglierli. L’Inter intanto ride e si rallegra per le disgrazie dell’avversario. Guly poi sembra rinato, spadroneggia sulla fascia destra tanto che i suoi ex compagni stentano a riconoscerlo. Dopo 13 minuti e un Milan tutto sommato aggressivo, ecco che arriva il colpo di scena: Cuper, trasformatosi per l’occasione in Dario Argento, dirige i suoi verso il goal del vantaggio. San Siro esplode e la Sud si raggela. L’old style chiamato in causa dalla nord a inizio gara incomincia a pesare. Qualcuno pensa: “Adesso lo vinciamo noi il set…eh eh eh”. Fatto il goal, la squadra di Cuper si chiude tentando di capitalizzare al massimo l’1-0. In avanti rimane il solo Ventola, con al massimo l’inserimento di Kallon, senza però scoprirsi troppo e magari rischiare di scoprire la squadra. La situazione non si riesce a sbloccare. Nessuno, finito il primo tempo, pensa che la situazione possa cambiare. Ma la Milano neroazzurra non ha considerato quell’ometto che dice di essere l’Imperatore, seduto sulla panchina rossonera. E poi vi ricordate cosa diceva Goethe? Il Diavolo è un pericolo per la casa…

Il Diavolo torna in campo ridisegnato: fuori un inutile Albertini e dentro Contra, Costacurta torna nella sua posizione, Contra domina la fascia e Rui Costa ha finalmente spazio a centrocampo. A questo punto la furia rossonera non tarda a scatenarsi. Qualche battuta per scaldarsi e rendersi conto realmente della potenzialità dell’avversario, e il Derby è completamente ribaltato. Shevchenko – Contra – Inzaghi distruggono tutti i sogni di gloria interisti in sei minuti. Sei, come i goal dello scorso Derby ricordati saggiamente dalla Sud. L’Inter crolla e con lei il morale dei suoi tifosi. Un vecchietto in tribuna, uno che di Derby ne ha visti tanti, tira in ballo addirittura il poeta milanese Porta – Ora mai anche mì don Sigsmond/ convengo appien nella di lei paura/ che sia prossima assai la fin del mond/ chè vedo cose di una tal natura, /d’una natura tal, che non ponn dars,/ che in un mondo assai prossim a disfars” – tanto per rimanere in tema old style… e poi c’è sempre quell’11 maggio che bussa, che non fa dormire sonni tranquilli ed è tutto così simile a quella serata! Ma la storia non si ripete fino in fondo, Sheva infila ancora una volta Toldo e Kallon tenta di salvare la faccia davanti ai pochissimi tifosi interisti rimasti sino alla fine.

Il Derby di Milano torna a contare per il campionato, il Milan vince e torna ad entusiasmare i suoi tifosi, come non succedeva da anni; gli interisti tornano ad essere i cugini sfortunati che non vincono mai. Old style ragazzi.
Eva Kant

LE PAGELLE
Sheva il castiga-Inter
Kallon cuore e rabbia

INTER
Toldo 6; Vivas 5.5, Cordoba 5, Materazzi 5.5, Georgatos 5, Okan s.v.; Zanetti J. 6, Di Biagio 5.5, Zanetti C. s.v., Seedorf 6, Guglielminpietro 6; Kallon 7, Ventola 5, Adriano s.v.

MILAN
ABBIATI 6 – L’Inter ha una sola vera occasione, scivola e Ventola segna. Nel resto della gara è ben poco impegnato.
COSTACURTA 6 – Sulla fascia destra compie solo dei disastri. Quando passa nella sua posizione naturale – ci si domanda ancora adesso come Terim abbia potuto metterlo sulla fascia – torna ad essere il “Billy” che tutti conosciamo
LAURSEN 6.5 – Come il suo compagno di reparto: nel primo tempo si ritrova spaesato; poi quando passa al centro-destra blocca ogni azione interista.
MALDINI 6.5 - Il suo errore sul goal di Ventola poteva costare caro. Nella ripresa però la squadra è rinata, e lui con essa. Torna ad essere il solito Capitano capace di sbrogliare le matasse più intricate.
SERGINHO 6.5 – Aveva un compito arduo: coprire tutta la fascia. Nel primo tempo tentenna un po’, e uno dei suoi tentennamenti porta al goal Ventola. Nella ripresa si esalta fino all’assist per Shevchenko.
GATTUSO 7 – E’ forse il solo che nel primo tempo ci crede. Lotta come un vero e proprio gladiatore fino all’ultimo minuto.
ALBERTINI 5 – Gioca solo un tempo e non lo fa nel migliore dei modi. Toglie spazio a Rui Costa ma non lo sostituisce in fase di impostazione. Giusta la sostituzione.
CONTRA 7 – Sarà un caso, ma entra in campo e la partita cambia volto. La fascia destra è sotto la sua giurisdizione e gli interisti non osano nemmeno avvicinarsi. Un goal e un assist per Inzaghi, un Derby da incorniciare.
KALADZE 6 – Gioca a centrocampo senza grandi guizzi e grandi errori.
RUI COSTA 6.5 – Assolutamente inconsistente per i primi 45 minuti. Nella ripresa si sposta al centro e tira i fili del gioco del Milan. Il primo e il quarto goal partono da lui.
BROCCHI s.v. – Entra nel finale.
INZAGHI 6.5 – Ci prova nel primo tempo ma la squadra non lo segue. Nella ripresa trova il goal e dà un calcio alle critiche.
DONATI s.v. - Ingiudicabile
SHEVCHENKO 7.5 – Ancora due goal per questa macchina incontenibile. Nel primo tempo non si vede molto ma la colpa è più dei compagni che non lo cercano; nel secondo tempo si scatena. E poi, come al solito, si sacrifica in difesa quando c’è bisogno.

ARBITRO
Collina 6.5 – L’unica sua vera emozione è il calo di tensione iniziale. Per il resto un Derby stranamente tranquillo.

CURVA SUD 7.5 – Buona e divertente l’idea della coreografia, discreto il tifo. Logicamente nel secondo tempo la Sud è stata incontenibile, ma in fin dei conti è facile cantare fino a sputare le corde vocali quando il Milan sta dominando un Derby. Il primo tempo è stato diverso. Fino al goal interista la Curva si è comportata più che egregiamente, ma quando Ventola ha segnato proprio ai suoi piedi, il contraccolpo è stato forte. Ci sono stati dei momenti molto imbarazzanti in cui nessuno, anzi in pochissimi, cantavano; e il fatto che la nord non si sia mai sentita non deve essere un alibi. Il secondo tempo invece è stato un tripudio. Curva unita, l’"urlo della Sud” che assordava i presenti e un “Walk On” cantato finalmente in modo degno.
E.K.


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ROBY POZZOLI