|
ULTRAS - MILAN 2000/2001 |
|
Campionato serie A
8 aprile 2001
Napoli - Milan




foto
di
Roberto Pozzoli
ccpsip@tin.it
TABELLINO
NAPOLI -
MILAN 0 - 0
Napoli (3-5-2): Fontana; Baldini, Fresi, Quiroga; Saber, Magoni,
Pecchia (40' st Bocchetti), Matuzalem, Pineda; Edmundo (18' st
Moriero), Floro Flores (1'st Baccin 6). (32 Mancini, 13
Jankulovski, 26 Tedesco, 22 Incoronato). All: Mondonico.
Milan (4-4-1-1): Rossi; Helveg, Costacurta (10' st Sala), Maldini,
Coco; Josè Mari (10' st Bierhoff), Giunti, Kaladze, Serginho;
Boban (17' st Leonardo); Shevchenko. (22 Fiori, 13 Ba, 29 Donadel,
9 Comandini).
all: Maldini.
Arbitro: Rosetti
Espulso: 42' pt Fresi, per fallo su Shevchenko lanciato a
rete.
Ammoniti: Magoni, Giunti, Helveg e Matuzalem per
scorrettezze; Saber per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 40mila.
NAPOLI - In tempi non lontani Berlusconi aveva tuonato dall'alto
della sua "conoscenza" del calcio: "Voglio più
spettacolo in campo, voglio calcio-spettacolo!". Allora ecco
chge arrivano i provvedimenti, via Zaccheroni e sulla panchina il
promettente tandem Maldini-Tassotti. Ma è cambiata solo la
guardia, lo spettacolo si aggira ancora ben lontano dai campi di
Milanello.
Certo la "strana" coppia ha reso più compatta e
coperta la squadra, lo testimoniano gli zero gol subiti in tre
gare, ma tutto questo a discapito di una manovra veloce e
profonda. Quando con la Lazio costringi Shevchenko a fare l'ala,
e contro il Napoli, una squadra solo volonterosa e per di più
costretta in dieci per gran parte dell'incontro, si gioca con il
freno a mano tirato e si costringe Boban a galleggiare nella
trequarti senza nessuno da servire (Milan a una punta) se non l'ucraino
alquanto isolato, il risultato non può essere che questo:
partita monotona, noiosa con il classico assalto finale che non
risolve nulla.
E se contro i laziali una incornata di Boban
aveva risolto ogni cosa e c'era stata una parvenza di spettacolo
e di gioco, contro Mondonico la squadra ha balbettato calcio
gettando al vento un intero tempo. Durante il primo tempo non un
guizzo, non un cambio di velocità se non di Serginho, il quale
sembra essere tornato all'antico: scatto sulla fascia, salta il
primo uomo e sbatte sul secondo.
La superiorità numerica avrebbe dovuto facilitare i rossoneri,
soprattutto contro una squadra priva di attacco. Così non è
stato, il modulo tattico è rimasto invariato, la difesa a
quattro e per circa un'ora, Maldini ha giocato con una sola punta:
Shevchenko. L'eccessiva prudenza ha fatto sprecare due punti,
oggi era fondamentale vincere e l'aver chiuso per la terza volta
a rete inviolata non consola. Il difensivismo di oggi è stato
disarmante, Flores e Moriero non sono due fenomeni e la difesa a
quattro è esagerata; sin dai minuti iniziali chiunque, perfino
il cane che si aggirava per la tribuna, avrebbe capito che il
Napoli una squadra da aggredire, con molta voglia ma poca tecnica.
Pur di ingabbiare il diciassettenne sudamericano, Maldini ha
rinunciato al gioco sulle fasce e ad un attacco molto più
pericoloso.
La svolta è arrivata troppo tardi, c'è voluta
più di un'ora perché Cesarone gettasse nella mischia Leonardo e
Bierhoff e lasciasse libero di scorrazzare sulla fascia Coco. A
questo punto il Milan ha avuto le sue occasioni, ma Fontana si è
messo in mezzo e ha negato il gol al diavolo per ben tre volte.
Come spesso accade, il Napoli ha perfino rischiato di passare in
vantaggio, ma fortunatamente Pecchia è arrivato troppo stanco al
momento del tiro e non è riuscito a chiudere.
È arrivato un pareggio utile solo per i partenopei, in vista
Champions League era fondamentale vincere, ma per conquistare i
tre punti bisogna osare un po' di più.
A inizio stagione sia Napoli che Milan avevano in panchina due
allenatori votati a creare spettacolo. Zaccheroni e Zeman, pur
avendo una miriade di difetti, come ad esempio il non saper
cambiare il proprio modulo in modo adattandolo ai giocatori nella
rosa, avevano certamente il pregio di cercare insistentemente la
vittoria. Con loro due in panchina, uno zero a zero così noioso
e a tratti irritante, non si sarebbe mai visto.
Forse però nell'epoca degli ingaggi miliardari, della Champions
League aperta alle prime quattro e dei presidenti che
intervengono quando fa comodo a loro, contano di più i punti
dello spettacolo e del divertimento
Eva Kant
LE PAGELLE
Kaladze il re del centrocampo
Edmundo una
bestia
NAPOLI
Fontana 7.5; Baldini 6, Fresi 3, Quiroga 6; Saber 6.5, Magoni 6,
Pecchia 7, Bocchetti s.v., Matuzalem 5, Pineta 7; Edmundo 3,
Moriero 6.5, Floro Flores 6, Baccin 6
MILAN
ROSSI 6.5 - E' poco impegnato se non in due occasioni nella quali
si fa trovare pronto.
HELVEG 5.5 - Non è in giornata, non dà spunti sulla fascia e la
corsia di destra è pressoché inutilizzata.
COSTACURTA 6 - Chiude in modo tempestivo tutte le azioni, poi si
infortuna nuovamente, quando ferma Pecchia.
SALA 5 - Falloso più del necessario, non trova le coordinate
giuste.
MALDINI 6- Gioca prevalentemente in difesa, raramente supera la
metà campo. Qualche errore.
COCO 5 - Passa il primo tempo completamente immobile, nella
ripresa trova qualche spazio in più, ma da lui si chiedono
prestazioni migliori.
JOSé MARI 5 - Non lascia il segno, se non in negativo. In area
di rigore non lo si vede mai.
BIERHOFF 6- Non brilla ma almeno si impegna. Appena entra sfiora
il gol poi ritorna il solito Bierhoff:tanto impegno ma nulla di
più.
GIUNTI 5 - Pigro, lento e inconcludente
e pensare che è
lui ad avere i piedi migliori di questo centrocampo.
KALADZE 7 - Dimostra una grande continuità e una grande
adattabilità. Gioca in un ruolo non suo ma non lo dà a vedere.
Il migliore.
SERGINHO 5.5 - Tanto impegno, corre tantissimo ma raccoglie poco.
BOBAN 5 - Tenuto sotto stretta sorveglianza dai partenopei, non
lascia la sua Z.
LEONARDO s.v. - Cerca l'invenzione ma non la trova.
SHEVCHENKO 6 - E' il più pericoloso, uno dei suoi scatti porta
Fresi al fallo da espulsione. Una splendida rovesciata che
purtroppo non va a segno.
ARBITRO
ROSETTI 6 - Direzione discreta, giusta l'espulsione a Fresi,
risparmiati due cartellini ai rossoneri.
TIFO 6.5 - Nonostante gli inconvenienti della vigilia, che hanno costretto la curva a dividersi (Fossa in pullman, Brigate Commandos e Alternativa in treno) il tifo è stato tutto sommato discreto. Il sostegno alla squadra c'è sempre, quello alla società no, anche se qualcuno dopo le recenti vittorie se ne è dimenticato.