|
ULTRAS - MILAN 2000/2001 |
|
Campionato serie A
4 febbraio 2001
Milan - Reggina





FOTO DELLA TIFOSERIA OSPITE

foto
di
Roberto Pozzoli
ccpsip@tin.it
TABELLINO
MILAN-REGGINA 1-0
MARCATORE : nel st 34' Leonardo.
Milan (3-4-3): Abbiati, Roque Junior, Kaladze, Maldini, Helveg (1' st Ba), Ambrosini, Giunti, Serginho (18' st Coco), Leonardo, Bierhoff (29' st Comandini), Shevchenko. (Rossi, Sala, B. Garcia, Josè Mari). All. Zaccheroni .
Reggina (4-4-2): Taibi, Caneira, Vargas, Oshadogan, Morabito, Vicari (39' st Mozart), Brevi, Manede, Zanchetta (20' st Bernini 5), Da Costa (12' st Bogdani), Dionigi. (Belardi, Jiranek, Marazzina, Nassi). All. Colomba.
Arbitro : Rossi di Ciampino.
Ammoniti : Brevi e Ambrosini per gioco scorretto, Vargas e Bierhoff per comportamento non regolamentare.
Spettatori : 55.000.
MILANO - Niente luci a San
Siro. Il Milan non brilla, la Reggina non ne approfitta e ne esce
una partita noiosa, povera di emozioni che si conclude con una
vittoria stiracchiata dei rossoneri.
Il Diavolo ha il suo lume costretto al riposo dal giudice
sportivo, e Leonardo da solo non dà la scossa al Milan. La
vigilia si prospettava sicuramente diversa, dopo la bella
prestazione con la Roma e la caparbietà dimostrata con
Fiorentina e Brescia, nessuno poteva immaginare ad un calo così
netto. Una caduta soprattutto mentale. I rossoneri infatti sono
apparsi inconsistenti, senza idee. Nessuno ha dato quella marcia
in più alla squadra. Il centrocampo è stato sicuramente il
reparto più disastroso. Una volta fuori Albertini non c'è
nessuno in grado di prendere in mano le redini del gioco. In
estate, dopo la tanto famosa quanto inutile contestazione in Via
Turati, la società aveva promesso un grande acquisto. Il
campione effettivamente è stato comprato, nessuno può sostenere
che Redondo non sia un campione, però è inutile avere un
giocatore di quel calibro infortunato. Con la casacca rossonera
non ha ancora giocato, è un mistero. Nessuno sa ancora come
potrebbe giocare sotto la giuda di Zaccheroni. Ma è lui il
grande acquisto, cosa disperiamo, prima o POI arriverà. Non è
mica Godot!
Per il momento bisogna accontentarsi di giocatori mediocri, che,
a seconda delle volte, mettono in campo l'orgoglio e la voglia di
vincere. Ieri l'hanno messa in pochi. Ma sono stati ringraziati
per questo? Certo che no. Oltre a correre per tutto il campo
cercando un pallone giocabile, sono costretti a subire i fischi
delle tribune.
La squadra non gira, è inutile nasconderlo; fino ad ora i limiti dei rossoneri sono stati mascherati dai gol di Sheva, ma adesso che l'ucraino è fuori forma il vero Milan viene fuori. È inutile e controproducente attribuire colpe a società, allenatore e giocatori, ognuno ha lo stesso grado di responsabilità; è sacrosanto contestare la società per una campagna acquisti fallimentare (ma non è solo un anno che si spende poco e male), però bisogna anche riconoscere che non tutti i giocatori danno l'anima in campo. Gli 11 leoni invocati ogni domenica dalla curva non ci sono, chi ha veramente a cuore le sorti del Milan si può contare sulle dita di una mano. L'ultimo anno di Capello in rossonero si era concluso con una mega contestazione. Uno degli striscioni esposti in curva, chiedeva al presidente di liberare il Mila da re, mercenari e faccendieri. A quanto pare così non è avvenuto, all'epoca c'è stato sicuramente un errore di valutazione: la società ha pensato che cambiare allenatore avrebbe risolto ogni problema. Effettivamente il primo anno ha dato ragione alle valutazioni di Galliani&c, Zaccheroni con una squadra mediocre è stato capace di vincere uno scudetto. L'anno successivo è stato altalenante. La partenza è stata pessima: Super Coppa Italiana persa contro il Parma, inizio campionato deludente ed eliminazione dalla Champions League al primo turno. La squadra però ha conquistato un terzo posto, più per merito dei gol di Sheva che altro. Passiamo ora al presente. Il campionato sembra (la speranza è l'ultima a morire!) ormai perso e il cammino nelle due coppe è quantomeno difficoltoso, anche se fattibile. Partite insulse come quella di oggi ce ne sono state molte, però c'è stata una partita come Milan - Roma giocata ad altissimi livelli. Considerando che in campo ci vanno i giocatori e non società ed allenatore, non mi sembra assurdo pretendere di vedere in campo almeno l'impegno. Nessuno chiede 34 incontri ad altissimi livelli, ma è certamente lecito chiedere 34 partite giocate con voglia, impegno, orgoglio e rispetto per una maglia.
È ormai giunto il momento di dare un taglio
netto con il passato. Bisogna rinnovare il Milan sia a livello
societario che a livello di giocatori. È vero che è più facile
vedere Galliani con la permanente che far spendere soldi al
presidente; ma è altrettanto vero che c'è poca umiltà e molta
arroganza
(non vado avanti con la citazione perché inadatta
a questo momento) tra i giocatori. L'allenatore non è di certo
esente da colpe. Alcune sostituzioni e alcune scelte di
formazione sono state sicuramente infelici. Inoltre la voglia di
vincere deve essere trasmessa dal mister, questo significa che
dichiarazioni del tipo "a noi interessa arrivare nei primi
quattro" non dovrebbero essere fatte.
Eva Kant
LE PAGELLE
Shevchenko: un passo indietro
Kaladze un gigante
MILAN
ABBIATI S.V.- Non è mai impegnato. Ogni tanto pasticcia nei
rinvii.
ROQUE JUNIOR 6- Gli attaccanti reggini non gli danno molto lavoro,
una domenica tranquilla e senza grosse difficoltà.
KALADZE 6.5- Buona la prima. Esordisce con il peso di non dover
far rimpiangere Costacurta. Supera la prova nel migliore dei modi
mostrando una grande sicurezza in difesa.
MALDINI 6- Meglio in avanti che in difesa. Più di una volta si
fa sorprendere in avanti non riuscendo a recuperare l'avversario.
Per fortuna c'è Kaladze.
HELVEG 6.5- Fischiato da tutti ingiustamente. È l'unico della
squadra che ci mette sempre l'impegno, non sempre gli riescono le
sgroppate sulla fascia ma ha il merito di crederci sempre.
Sbagliato fischiarlo.
BA 5.5 - Sostituisce Helveg nella ripresa. Gli riesce ben poco,
sembra non avere più lo scatto di una volta. Probabilmente gli
servirebbe solo qualche partita in più.
JOSé MARI 6.5 - Viene utilizzato come centrocampista di destra,
la sorpresa della serata. Forse è proprio questa la sua
posizione, argina Candela senza grosse difficoltà.
BA S.v. - Si ripresenta davanti a San Siro dopo un anno. Entra
negli ultimi minuti, ingiudicabile.
Ambrosini 7- Grande prestazione anche oggi. È ormai diventato un
pilastro del centrocampo, tutti i palloni venivano arpionati dai
suoi piedi. Sarà dura farne a meno per sei mesi
GIUNTI 5.5 - E' il sostituto logico di Albertini, ma lo fa
rimpiangere ogni volta che tocca il pallone. Oltre all'assist per
Leonardo fa ben poco.
SERGINHO 5.5 - Affonda sempre sulla fascia mettendo il turbo ma
nessuno lo segue sprecando così ogni sua azione.
COCO s.v. - Tenuto in panchina per la partita di giovedì,
sostituisce nel finale Serginho.
LEONARDO 6 - Non brilla. Oltre al gol fa ben poco, si
intestardisce nei dribbling ma non è in giornata, forse anche
per il terreno disastroso.
BIERHOFF 6 - Non incide mai come dovrebbe, è servito male dalla
squadra ma le poche occasioni che ha non le sa sfruttare. È
fischiato dalle tribune, non se lo merita perché anche lui, ci
mette sempre tanto impegno.
COMANDINI s.v. - Sostituisce Bierhoff nel finale. Ingiudicabile.
Shevchenko 4.5- Gara completamente anonima. Non arriva mai alla
conclusione, si fa recuperare nello scatto, si intestardisce in
uno-contro-uno che perde sistematicamente. Prestazione da
dimenticare.
REGGINA
Taibi s.v., Caneira 6, Vargas 6.5, Oshadogan 6, Morabito 6,
Vicari 5.5, Mozart s.v., Brevi 6, Manede 6.5., Zanchetta 6.5,
Bernini s.v., Da Costa 5, Bogdani s.v., Dionigi 5.
ARBITRO
ROSSI 6 - Nega un rigore alla Reggina e lascia impunita qualche
trattenuta in area di troppo. È mal assistito dai due
guardalinee.
TIFO 6.5 - E' il riflesso della partita. Quasi. Ad inizio dei due tempi, il tifo è stato più che buono, ma col proseguo dell'incontro è calato vistosamente, fino a riprendersi dopo il gol. Momenti in cui tutta la curva è restata in silenzio non ce ne sono stati, però la gente che canta seriamente rimane sempre poca. Molto buone le due sciarpate a cui hanno partecipato quasi tutti. La Sud però, oggi, si è distinta, come già era avvenuto a Brescia (ricordo che al gol di Bierhoff nessuno aveva esultato troppo platealmente), per la lealtà verso i reggini: nessun fischio alla tifoseria ospite tranne qualche solito bamboccio.