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ULTRAS - MILAN 2000/2001 |
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Campionato serie A
10 dicembre 2000
Milan - Lecce







FOTO DELLA TIFOSERIA OSPITE



foto
di
Roberto Pozzoli
ccpsip@tin.it
TABELLINO
MILAN-LECCE 4-1
MARCATORI: Leonardo (M) al 20', Conticchio (L)
al 22', Shevchenko (M) al 27' e su rigore al 31' p.t.; Josè Mari
(M) al 43' s.t.
MILAN (3-4-3): Abbiati; Roque Junior, Costacurta, Maldini; Helveg,
Gattuso, Ambrosini, Coco (Serginho dal 44' s.t.); Leonardo (Guglielminpietro
dal 44' s.t.), Bierhoff, Shevchenko (Josè Mari dal 35' s.t.). (Rossi,
Julio Cesar, Boban, Giunti). All. Zaccheroni.
LECCE (3-5-2): Chimenti; Juarez, Viali, Savino; Balleri,
Conticchio, Piangerelli, Giorgetti, Tonetto; Lucarelli, Vugrinec
(Osorio dal 25' s.t.). (Manitta, Malusci, Fissore, Bedin, Mateo,
Olivares). All. Cavasin.
ARBITRO: Pellegrino di Barcellona P.G.
SPETTATORI: 45 mila circa.
AMMONITI: Maldini e Balleri per gioco scorretto, Lucarelli per
proteste.
MILANO - L'aria Natalizia che si respirava a
Milano dopo il ponte dell'Immacolata, ha giovato al Milan. I
maligni potrebbero pensare ad un miracolo di Sant'Ambrogio, ma
non è così. Prima di tutto i santi non si scomodano due volte
nella stessa settimana (e giovedì ce n'è voluto di impegno per
far segnare Sukur
..), in secondo luogo le"grazie"
non vengono concesse al Diavolo.
Il Milan ha fatto tutto da solo. È sceso in campo con la stessa
grinta e voglia di vincere delle ultime tre partite; tutto è
sembrato semplice, "un gioco da ragazzi".
Alla vigilia però nessuno avrebbe mai pensato a un risultato del
genere. I ricordi degli ultimi Milan - Lecce erano tutt'altro che
incoraggianti, su "Tutto San Siro"(giornalino
distribuito dalla società all'interno dello stadio. N.d.R.)
appariva in prima pagina la partita dello scorso anno. Un 2-2
strappato con i denti, con il Lecce in vantaggio per due reti a
zero nel primo tempo. Se a tutto questo si aggiunge l'ultimo
Milan di campionato visto in casa, si può capire la tensione che
aleggiava tra gli spalti.
Ma il Milan è cambiato. Non è più quella squadra senza gioco
vista col Napoli. Ora lo spirito è diverso, si gioca per tutti i
novanta minuti. Avete letto bene, ho detto si gioca! Non mi sono
sbagliata, il Milan ha mostrato un gioco, una visione tattica.
Per la prima volta non sono apparsi 11 uomini in pantaloncini
messi in campo con l'ordine tassativo:palla lunga par Sheva! Oggi
ognuno ha dato tutto in campo, chi più chi meno, ma tutti hanno
lottato come leoni (gli 11 LEONI tanto cantati dalla curva).
Certo, l'apporto di Sheva è indispensabile per segnare, ma del
resto qual è la squadra che non ha un giocatore insostituibile?La
grande prestazione del Milan ha annullato il Lecce, facendolo
apparire una squadra da poco. Ma non è così. I giallorossi
hanno lottato fino alla fine mettendo in difficoltà i rossoneri
in paio di occasioni. Loro hanno avuto il grande merito di non
gettare mai la spugna, condotti sulle ali dell'entusiasmo dai
sostenitori presenti che, nonostante il risultato nettamente
sfavorevole, incitavano la squadra come se fosse lei a vincere.
Ma per poter espugnare la Scala questo non basta. La superiorità
tecnica e la voglia di dimostrare di esserci per lo scudetto, ha
fatto in modo che i leccesi sparissero.
La difesa con il rientro di Costacurta si è assestata, il solo
errore commesso è stato pagato a duro prezzo: il gol di
Conticchio. Roque Junior inoltre si sta abituando a giocare
"a tre", la sua spinta sulla fascia è migliorata, è
migliorato il suo senso di posizione e sta anche crescendo in
fase di impostazione. Sul centrocampo non c'è nulla da dire.
Domenica dopo domenica si riconferma uno dei migliori in Italia,
i due centrali hanno dimostrato in più di una occasione di avere
doti da regista, oltre alle ormai note doti da incontristi.
Inoltre i due laterali migliorano in continuazione, Coco ormai
non è più una sorpresa ma una piacevole riconferma, Helveg
invece è una piacevolissima sorpresa. Non è più quel danese
fischiato ogni momento dal pubblico di San Siro, è ritornato ad
essere lo stantuffo di Udine. In attacco c'è qualche pecca.
Grazie alla classe di Sheva anche la palla più innocua può
diventare la più pericolosa, ma se non ci fosse lui
difficilmente ci sarebbero tante palle gol. Poi, in rapporto alle
occasioni create la percentuale realizzativa è bassa; sia
Bierhoff che Sheva che Josè Mari sprecano una mole enorme di
palloni. Ormai non stupisce più vedere tiri ravvicinati finire o
in bocca al portiere o a lato.
Questa per ora è l'unica pecca del Milan. La squadra rossonera
però non ha ancora fatto il salto di qualità, per essere
veramente una delle maggiori candidate al titolo deve trovare la
continuità (che per ora sembra aver trovato) ed evitare certi
svarioni difensivi,che spesso si vedono nell'arco dei novanta
minuti di gioco. Quando si rivedranno in campo Albertrini e
Redondo ci sarà molto probabilmente il salto di qualità. Per
ora accontentiamoci di questo "quasi grandissimo" Milan
aspettando i due centrocampisti.
Eva Kant
LE PAGELLE
Gattuso padrone del centrocampo
Leonardo illumina il Milan
MILAN
Abbiati 6.5- E' poco impegnato. Raramente gli
attaccanti del Lecce arrivano al tiro, lo fanno una volta e vanno
a segno. Forse un po' troppo fuori in quell'occasione
Roque junior 6.5- E' in linea con la prestazione dei suoi
compagni di reparto. Sembra aver trovato la condizione e appare a
suo agio nella difesa a tre.
Costacurta 7- Con il suo ritorno i problemi difensivi sono
spariti. Gioca di esperienza e dalle sue parti Vugrinec e
Lucarelli hanno vita difficile
Maldini 7- Altra grande partita da capitano. Anche lui gioca più
di esperienza. Assolutamente eccessiva la sua ammonizione.
HELVEG 6.5- Si riconferma in ottima forma. È un giocatore
ritrovato. Anche se non va spesso sul fondo dà un grande aiuto
in difesa
Gattuso 8- E' semplicemente fantastico! Lotta con una grinta
impressionante su tutti i palloni per tutta la durata della gara.
Sembra inesauribile. Oggi ha anche mostrato grandi doti da
regista.
Ambrosini 7- Sempre presente anche lui, gioca con grinta e
combatte sui ogni pallone. I centrali leccesi sono annullati.
COCO 6.5 - La sua partita non è impeccabile, qualche volta è in
ritardo nei recuperi, ma tutto sommato quando c'è da pungere lui
è sempre presente.
Serginho s.v.- Ingiudicabile. Entra negli ultimi minuti e si
trova tra i piedi la palla del 5-1, ma preferisce passare che
tirare.
LEONARDO 8- E' il mattatore della giornata. Ogni pallone che
passa tra i suoi piedi diventa pericoloso. È anche lui un
giocatore ritrovato, quando è in condizione nessuno è in grado
di fermarlo, anche quando sembra impossibile superare gli
avversari lui trova il modo per farlo. Ha il merito di aprire le
danze, e più di una volta ha l'opportunità per una doppietta
GUGLIELMINPIETRO s.v.- Entra all'ultimo minuto per poter dare a
Leonardo la meritata standing ovation.
Bierhoff 6- Partita sotto tono rispetto al resto della squadra.
Più di una volta si trova tra i piedi, e non sulla testa, la
palla buona ma spreca sempre.
Josè mari 7- entra alla mezz'ora del secondo tempo e finalmente
si sblocca anche in campionato.
Shevchenko 7.5- Sempre puntuale al gol. È la sua 24° gara
ufficiale, e ha segnato 24 gol: un gol a partita una media
impressionante. Oltre ai gol dà un grande aiuto a tutta la
squadra quando c'è da difendere. È un grande campione.
LECCE
Chimenti 6, Juarez 5.5, Viali 5.5, Savino 6; Balleri 6,
Conticchio 6.5, Piangerelli 5, Giorgetti 5, Tonetto 5.5,
Lucarelli 4.5, Vugrinec 5
ARBITRO
Pellegrino 6- Partita non difficile da dirigere. Bravo a
concedere il rigore al Milan, annulla un gol valido al Lecce su
segnalazione del guardalinee
TIFO 6 - Quest'oggi come le ultime partite casalinghe il tifo è stato scarso. Oltre alla torciata iniziale e alla sciarpata fatta a metà incontro la Sud "non ha fatto la Sud". Ormai è da qualche partita che il tifo in casa conquista la sufficienza in extremis. È impensabile che una curva possa dare il meglio di sé solo in determinate partite. Fino ad ora ci siamo fatti valere solamente contro l'Atalanta e contro i gobbi, posso capire che contro determinate squadre la voglia di prevalere sia tanta; però questa stessa voglia dovrebbe esserci sempre! La gente di solito si lamenta perché ni giocatori in campo non considerano allo stesso modo le squadre, le partite con le provinciali vengono considerate già vinte in partenza e si scende in campo sicuri di vincere. La stessa cosa ora sta accadendo in curva, molto probabilmente non tutte le tifoserie della serie A vengono considerate allo stesso modo, far parte della Fossa, delle Brigate o dell'Alternativa (che sta acquistando sempre più importanza) fa sentire la gente "superiore". Purtroppo non è così. Se la Sud di Milano in questi anni è diventata stimata, rispettata e temuta è grazie alla gente che canta e lotta, sempre indipendentemente dalla squadra di fronte o dall'importanza della partita. Se vogliamo rimare rispettati ancora per lungo tempo, è ora di tirar fuori i coglioni SEMPRE e per tutti i novanta minuti. Oggi in alcuni momenti si sentivano solo i microfonisti, durante "ROSSONERI Alè ROSSONERI Alè " si è sentito più di una volta provenire dai microfoni "ROSSONERI Alè SU LE MANI Alè ." Oppure anche durante "FORZA ROSSONERI Alè Alè FORZA SU LE MANI Alè Alè " questo non è assolutamente accettabile per una squadra che gioca in casa. È inutile poi dire "ma io ho cantato, sono uscito senza voce! Dove sono io cantano tutti", prima di tutto non è vero che cantano tutti. Prima si stava zitti solamente nella parte sopra, oggi anche la parte sotto,soprattutto esternamente, (intendo oltre a FDL TOSCANA da una parte, e oltre la VECCHIA GUARDIA dall'altra) ma anche in mezzo, dove bisognerebbe sempre cantare. Nemmeno "Walk On", una delle canzoni che più coinvolge ha avuto l'apporto di tutta la curva .. Non si può cantare solo l'Inno, "come sempre a inizio stagione" e "veronese sei un figlio di troia", è troppo poco per una gara IN CASA!!!! Poi non di dovrebbe nemmeno dire come giustificazione "sono senza voce"! questa dovrebbe essere la condizione di tutti, tutte le 10000 persone che vanno in Curva dovrebbero tornare a casa senza voce e col mal di gola. Un tempo era la normalità, adesso è un'eccezione, una cosa di cui vantarsi, un modo per togliersi dalle critiche. I giocatori in campo hanno dimostrato un certo "attaccamento" alla maglia, ora mettono le palle in campo, ci credono; adesso tocca a noi dimostrare attaccamento alla maglia, crederci fino in fondo, fino alla 34° di campionato. Anche perché è assurdo criticare società e squadra quando siamo noi i primi a non "vivere" per il Milan a non dare tutto per il Milan.