|
ULTRAS - MILAN 2000/2001 |
|
Campionato serie A
1° aprile 2001
Milan - Lazio




FOTO DELLA TIFOSERIA OSPITE



foto
di
Roberto Pozzoli
ccpsip@tin.it
TABELLINO
MILAN-LAZIO 1-0
MARCATORE: 15' s.t. Boban
MILAN (4-4-1-1): 1 Rossi; 2 Helveg, 5 Costacurta, 3 P. Maldini,
77 Coco; 7 Shevchenko, 4 Albertini, 13 Kaladze, 27 Serginho (34'
st Giunti); 10 Boban (47' st Sala); 20 Bierhoff (20' st Josè
Mari). (12 Abbiati, 34 Ferri, 18 Leonardo, 9 Comandini). All. C.
Maldini
LAZIO (4-5-1): 70 Peruzzi; 2 Negro, 13 Nesta, 24 Couto, 15
Pancaro; 6 Poborsky, 4 D. Baggio, 23 Veron (12' st Lopez), 14
Simeone (27' st Stankovic), 18 Nedved; 10 Crespo (35' st
Ravanelli). (1 Marchegiani, 19 Favalli, 11 Mihajlovic, 35
Castroman). All. Zoff
ARBITRO: Farina di Novi Ligure
AMMONITI: Costacurta 5' st, Simeone 16' st per scorrettezze,
SPETTATORI: 52.010
MILANO - Due destini molto simili quelli di Zoff e Maldini.
Entrambi commissari tecnici della nazionale, entrambi eliminati
dai rigori (o dal golden gol), in una competizione internazionale,
entrambi approdati sulla panchina di una grande club.
Il modulo delle due squadre è molto simili, entrambi curano in
modo particolare l'aspetto difensivo a discapito dell'attacco:
una sola punta per la Lazio (Crespo), una sola per il Milan (Bierhoff).
La difesa è rigorosamente a 4, coperta da un folto centrocampo:
5 centrocampisti per i capitolini, 4 per i rossoneri con Boban
però in appoggio.
Quando due difensivisti dichiarati si affrontano, lo spettacolo
passa in secondo piano. E allora ecco una partita fiacca, senza
grossi squilli, che si risolve in un modo rocambolesco. Era la
classica partita da 0-0, ma la fortuna ha voluto ancora una volta,
andare contro le ferree leggi del calcio. Quando ormai nessuno più
se lo aspettava, Boban con un colpo di testa più unico che bello,
sorprende Peruzzi e permette ai rossoneri di sperare ancora nel
quarto posto. C'è spazio però anche per la Lazio. Le occasioni
non sono mancate ma purtroppo, quando Rossi è in forma,
difficilmente è superabile, e se poi alla bravura del portiere
si aggiunge la buona stella, nulla si può fare.
Ora che il "cul de Sac" è in clinica a ritrovare se stesso e che l'altrettanto famoso "cul de Zac" è stato amichevolmente rispedito in terra romagnola, nessuno sperava in un aiuto della Dea Bendata. Ma il Diavolo, si sa, ha mille risorse e una volta superato l'imbarazzo iniziale, scatena tutta la sua terribile forza. In passato ci avevano provato con potenti esorcismi, che avevano coinvolto addirittura metà città; poi avevano usato l'arma dell'aggressività arrivando ancora una volta a scarsi risultati; ci avevano provato, e questa volta un risultato c'è stato, combattendo il Diavolo nel suo ambiente naturale: l'inferno; stasera hanno riprovato ancora una volta con l'arma "della bontà", ma i risultati sono stati pessimi. A quanto pare l'acqua santa Lazio, non è abbastanza santa (come del resto non lo erano i suoi amici interisti) per poter ingabbiare un Diavolo cinico, spietato e assetato di vendetta. Ma non era solo l'eterna lotta tra Bene e Male, era la lotta tra due città Roma e Milano, una lotta che negli ultimi anni si è fatta più aspra, gli aquilotti non hanno ancora digerito di aver perso all'ultima giornata uno scudetto; i rossoneri non possono dimenticare i veleni gettati da Cragnotti, e la coppa Italia rimasta a Roma, dopo una gara alquanto rocambolesca.
Zoff aveva poi un motivo in più per battere il
Milan, durante l'estate Berlusconi si era intromesso nella "vicenda
nazionale", dando una sua interpretazione alla sconfitta ad
opera della Francia. Sarebbe stata l'occasione giusta per
riscattarsi, ma a quanto pare Zoff non è stato in grado di
trasmettere ai suoi abbastanza rabbia. Cosa invece riuscita
benissimo alla coppia Tassotti-Maldini, che in fondo non hanno
una visione della gara tanto diversa da quella del tecnico
laziale.
Il Milan ha sicuramente superato un importante esame, l'aver
vinto con la Lazio rilancia i rossoneri verso il quarto posto,
tutti sperano che Maldini abbia veramente trovato la medicina in
grado di curare tutti i mali che affliggono i rossoneri da inizio
stagione. Nessuno a Milanello si sbilancia, il Milan è ancora
convalescente: giustissimo. I problemi sono rimasti, la difesa è
pur sempre lenta e in là con gli anni, sulle fasce non c'è
nessuno in grado di spingere e gli attaccanti sono troppe volte
isolati. La vittoria dà comunque morale, ed è lecito credere
fino alla fine in un terzo posto, più che lecito è un dovere di
ogni giocatore e, soprattutto, di ogni tifoso.
Eva Kant
LE PAGELLE
Helveg un leone
Veron un agnello
MILAN
ROSSI 8 - Non è impegnato molte volte, ma quando è chiamato in
causa è sempre prontissimo. I rossoneri devono ringraziare lui
se a fine partita hanno guadagnato i tre punti. Poi non si può
criticare uno come lui, uno dei pochi ancora attaccato alla
maglia.
HELVEG 7 - Come difensore è più a suo agio, non ha l'angoscia
di dover per forza attaccare, ma si può dedicare solamente alla
difesa. Lotta come un leone su ogni palla, e senza obbligo, più
di uan volta si trova sul fondo a crossare.
COSTACURTA 7 - Annulla facilmente gli attacchi della Lazio usando
la sua esperienza. L'unico difetto che ha è l'età.
MALDINI 7.5- Si riscopre come centrale e grazie a questo nuovo
ruolo, potrà sicuramente prolungare la sua carriera. È come
sempre il padrone della difesa, non tralasciando ami anche la
spinta in avanti.
COCO 5.5 - Non brilla particolarmente. Il suo lavoro sulla fascia
è raddoppiato dal fatto che ha davanti Sheva, un giocatore non
proprio adatto a coprire. Deve fare quindi doppio lavoro
tralasciando la fase offensiva.
SHEVCHENKO 6 - L'impegno gli dà la sufficienza, ma la sua gara
non è certamente brillante. È costretto a giocare in un ruolo
che non è il suo, è relegato al ruolo di tornante cosa che lo
limita molto. Nel secondo tempo si risveglia facendosi alcune
volte pericoloso.
ALBERTINI 6 - Soprattutto nel primo tempo, i laziali erano i
padroni del centrocampo, poi col passare dei minuti sale in
cattedra e riequilibra le forze in campo.
KALADZE 7- Annulla senza grosse difficoltà Veron, rendendo tutto
più facile alla retroguardia rossonera. È ormai una certezza.
SERGINHO 5.5 - Poche volte raggiunge il fondo e poche volte si
rende pericoloso. Una prestazione sottotono.
GIUNTII s.v. - Troppo poco per essere giudicato
BOBAN 6 - Oltre al gol fa ben poco. Si intestardisce con inutili
giochetti che favoriscono il più di una volta gli avversari.
BIERHOFF 5- è completamente inutile. è al di fuori di ogni
schema, non partecipa alle azioni e non contribuisce a difendere.
JOSé MARI s.v. - ingiudicabile
LAZIO
Peruzzi 5; Negro 5.5, Nesta 7, Couto 6, Pancaro 6.5; Poborsky 7,
D. Baggio 5.5, Veron 5, Lopez s.v., Simeone 6.5, Stankovic s.v.,
Nedved 7; Crespo 5.5, Ravanelli s.v.
ARBITRO
FARINA 6 - Gara tutto sommato corretta, non deve prendere
deciosini su episodi importanti.
TIFO 6 - La coreografia iniziale faceva ben sperare, ma le attese sono state deluse. Durante il primo tempo, quelli che cantavano erano in pochi; nel secondo le cose sono leggermente migliorate anche se non è abbastanza. Sono le ultime partite casalinghe della stagione, la campagna acquisti estiva e gli obiettivi della prossima stagione si determinano proprio in queste ultime partite. È il momento di metterci tutta la grinta di cui si dispone, e crederci fino in fondo perché il quarto posto è alla nostra portata. Mica bisogna dare la soddisfazione alle merde di arrivare prima di noi?