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ULTRAS - MILAN 2000/2001 |
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Campionato serie A
17 maggio 2001
Milan - Fiorentina









FOTO DELLA TIFOSERIA OSPITE

foto by
ROBERTO
POZZOLI
ccpsip@tin.it
TABELLINO
MILAN-FIORENTINA 1-2
MARCATORI : nel pt Chiesa all'11 e al 19', Shevchenko al 28'
MILAN (4-4-2): 1 Rossi; 2 Helveg, 5 Costacurta (al 28' st Guly),
25 Roque Junior, 3 Maldini; 8 Gattuso, 21 Giunti (al 14' st
Leonardo), 13 Kaladze, 27 Serginho; 9 Comandini (al 25' st
Bierhoff), 7 Shevchenko (12 Abbiati, 26 Sala, 24 Guly, 11 José
Mari). All. C. Maldini.
FIORENTINA (4-4-1-1): 1 Toldo; 2 Repka, 4 Adani, 23 Pierini, 35
Moretti; 30 Bressan (al 16' st Bonora), 15 Amaral, 7 Di Livio, 19
M. Rossi; 10 Rui Costa (al 38' st Vanoli); 20 Chiesa (32
Taglialatela, 26 Bartolucci, 9 Leandro, 21 Nuno Gomes, 8
Mijatovic). All. Mancini.
ARBITRO : Rodomonti di Teramo
SPETTATORI: 44.699
MILANO - Si può dire addio al quarto posto, i viola hanno scaraventato i rossoneri sulla Terra. Se dopo la partita con l'Inter, che più che ad una partita di calcio sembrava un set tennistico, tutti avevano cominciato a sognare, a volare con le ali dell'entusiasmo, ecco arrivare il giustiziere Mancini, che riporta tutti alla dura realtà.
Sei gol, in fin dei conti, sono difficili da digerire, anche se li hai fatti tu. E con questo fardello, il Milan si presenta davanti al suo pubblico tentando in quell'impresa che in questo campionato non è mai riuscita:battere i viola. Il Diavolo, a conti fatti, non ha giocato in modo molto diverso dallo scorso venerdì, sin dall'inizio i giocatori rossoneri hanno tentato in tutti i modi di ricalcare le gesta del derby. Ma non sempre i corsi e ricorsi storici funzioni, così Maldini e compagni si sono scontrati con l'amara realtà: la Fiorentina è ben più squadra dell'Inter, se poi si aggiunge un Chiesa in forma strepitosa il gioco è fatto. A nulla è servita la partenza razzo, con un Serginho subito incontenibile, e l'applicazione rigida degli schemi alla ricerca di Comandini e Shevchenko, non hanno avuto molta fortuna. Il popolo rossonero ha la pancia piena ed ora gradirebbe anche l'ammazzacaffè.
Ma il Milan certe ruggini non le ha mai tolte, certe situazioni continuano a ripetersi ogni anno, e la soluzione è ben lontana dall'essere trovata. Il primo gol di Chiesa, su una punizione alla Maratona, può essere giustificato, anche se arriva dal primo affondo viola; ma il secondo gol dell'irriducibile bomber non trova nessuna giustificazione. Al primo tiro in porta, punizione a parte, la Fiorentina raddoppia. Tutto questo non può che rivelare la completa e assoluta sufficienza con cui giocano i giocatori di Via Turati. Quello che fa pensare è l'errore di Giunti. Il bomber gigliato è stato servito con un assist d'oro da Giunti, il quale, per l'occasione, era stato leggermente arretrato. Il centrocampista rossonero era, ahimè, convinto di poter contare sul reparto difensivo, che a sua volta non si immaginava nemmeno il guizzo dell'attaccante viola. Qualcosa non va, perché i rossoneri non rimangono spettatori passivi, ma prendono in mano le redini del gioco e dilagano con rabbia nella trequarti avversaria. I viola sono costretti a ripiegare nella loro metà campo cercando un contatto stretto con Toldo. Mancini, persona a cui non si può togliere la furbizia (pur mancando di molte altre qualità), comprende subito che per mandare in tilt l'"azienda Milan", per dirla in termini cari al suo presidente, basta bloccare le fasce. Detto fatto. Il pendolino Serginho è costretto a deragliare. Ma la fascia destra rimane stranamente libera, il povero danese, bistrattato da tutti è lasciato libero di agire perché come aveva detto Altafini in una sua telecronaca "non fa paura a nessuno". Così Amaral lascia inspiegabilmente libero Helveg, e non è un caso che l'azione che porta il gol di Shevchenko venga proprio da un affondo del danese.
Il significato della gara è comunque unico, nonostante il risultato. I rossoneri continuano ad attaccare, ma certe giocate rimangono comunque inutili. Il centrocampo che nelle ultime gare aveva dato prova di grande abilità, fa acqua da tutte le parti. Kaladze sbaglia moltissimo, e i suoi compagni di reparto lo seguono a ruota. Dall'altra parte Gattuso ha vita difficile contro il muro Rossi-Moretti, ma la grinta a lui non manca. E non manca nemmeno al Milan, al quale è rimasto dal "quasi"triennio zaccheroniano il pregio di non mollare mai.
Mancini, che forse ultimamente si è rivisto la
storia della Seconda Guerra Mondiale, opta per la tattica
sovietica: attendere l'avversario e sfinirlo lasciando che
attacchi senza ragionare, e poi colpirlo quando meno se lo
aspetta con il centometrista Chiesa.
Il calo fisico è inevitabile, la gara dei rossoneri è stato un
vero e proprio assedio, e in più si deve aggiungere la fatica
mentale e fisica del derby. Servono forze nuove, Maldini decide
allora di buttare nella mischia Leonardo, ma il genio del
brasiliano serve a poco: il Milan si fa sempre più ripetitivo, e
a rimetterci è Comandini che poco può fare contro una difesa un
po' più assestata di quella interista. Il sipario cala, ora non
rimane che digerire la Uefa, perché l'ammazzacaffè se l'è
preso la furba Fiorentina.
Eva Kant
LE PAGELLE
Chiesa fulminante
Shevchenko sempre presente
MILAN
ROSSI 5- Non è esente da colpe in occasione dei due gol. Sta
vivendo un periodo negativo, forse sarebbe meglio ridare spazio
ad Abbiati
Maldini 6- La difesa non dà il meglio di sé, forse anche perché
il suo capitano appare stanco ed affaticato. Troppe imprecisioni
non abituali per lui.
Roque junior 5.5- Non fa molto. Ma nei pochi attacchi portati
aventi dai viola si fa sorprendere
Costacurta 5.5- Esattamente come il suo compagno di reparto, la
velocità di Chiesa gli fa fare gli straordinari
Guly s.v.- Entra alla mezzora.
Helveg 6.5- Fino a quando Amaral non viene ripreso da Toldo, gode
di molta libertà e infatti dalla destra partono le azioni più
pericolose.
Gattuso 6.5 - Ci mette tantissima grinta rischiando più volte l'ammonizione.
Contro Rossi e Moretti ha un bel da fare.
GIUNTI 5 - Se dopo il derby aveva fatto ben sperare, adesso tutti
sono tornati coi piedi per terra. La sua presenza nel Milan
rimane ancora un'incognita.
LEONARDO s.v. - Entra nella ripresa ma il suo estro è poco
sfruttato.
KALADZE 5 - Stranamente non gioca all'altezza della situazione,
probabilmente nonn ha ancora smaltito la vittoria nel derby.
SERGINHO 6.5 - Parte bene ma col tempo i viola gli prendono le
misure e svanisce.
COMANDINI 5.5 - Ha vissuto per un settimana come un eroe, adesso
è ritornato alla cruda realtà da giocatore normale il quale
egli è
BIERHOFF s.v. - Sostituisce Comandini per dare più pericolosità
alla manovra ma non vi riesce.
SHEVCHENKO 6- Come sempre segna e come al solito fa di tutto per
vincere, peccato che non tutti lo seguono
FIORENTINA
Toldo 6.5; Repka 6, Adani 6.5, Pierini 6.5, Moretti 7; Bressan 5.5,
Bonora 6, Amaral 5.5, Di Livio 7, M. Rossi 7; Rui Costa 5, Vanoli
S.V.; Chiesa 7
ARBITRO
Rodomonti 6.5 - Arbitra tutto sommato in modo corretto senza
commettere grossi errori.
TIFO 5.5 - La curva
di oggi è un climax discendente. Si parte ricalcando i livelli
del derby, con una grande partecipazione. I battimani danno un
colpo d'occhio impressionante. Poi col proseguo della gara l'entusiasmo
è calato (considerando anche l'andamento della gara) e così il
tifo. Nemmeno i cori di contestazione hanno visto la
partecipazione di tutta la curva.