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ULTRAS - MILAN |
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Campionato serie A
11 maggio 2001
Inter -
Milan
0 - 6
Foto
degli striscioni
della Curva Sud










foto di
Roby
Pozzoli
ccpsip@tin.it
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le
FOTO
DELLA povera TIFOSERIA INTERISTA
TABELLINO
Inter -
Milan 0-6
MARCATORI: Comandino 6' e 19', Giunti 8' s.t., Shevchenko 22' e 33' s.t., Serginho 36' s.t.
Inter (3-5-2): Frey; Frrari, Blanc, Simic;
Zanetti, Farinos (dal 35' p.t. Cauet), Di Biagio (dal 1' s.t.
Seedorf), Dalmat, Gresko; Vieri, Recoba. (Ballotta, Macellari,
Pacheco, Sukur, Ferrante). All. Tardelli
MILAN (4-4-2): Rossi; Helveg, Costacurta, Roque Junior, Maldini;
Gattuso, Giunti (dal 26' s.t. Guly), Kaladze, Serginho;
Shevchenko (36' st Leonardo) Comandino (dal 13' s.t. Josè Mari).
(12 Abbiati, 26 Sala, 55 Pablo Garcia, 11 Boban). All: Cesare
Maldini.
ARBITRO: Collina di Viareggio
AMMONITI: Gattuso, Simic e Helveg per gioco falloso.
SPETTATORI: 80 mila.
MILANO - "Via l'aspersorio,/prete, e il tuo metro!/ No, prete, Satana/ Non torna in dietro!/ Ne la materia/ che mai non dorme, /Re dei fenomeni, / Re de le forme,/ Sol vive Satana. / Ei tien l'impero/ Nel lampo tremulo/ D'un occhio nero " Carducci, che già aveva capito il potere infinito di Satana, nel lontano 1865 gli dedicava addirittura un inno. Non ci sono parole migliori per descrivere il tripudio di questo caldo venerdì sera di maggio. La coreografia iniziale del resto parlava chiaro: il Diavolo stritolava il serpente (o forse verme?) nerazzurro. Così è stato.
Dall'altra parte i cugini, nonostante le strane
voci messe in giro alla vigilia - "sarà qualcosa di
fantastico, immenso,"dicevano" sarà su tre anelli,
abbiamo speso 20 milioni per realizzarla
!!!" - si
riducevano a riprodurre un'immagine antica quanto il derby: un
serpentone che si ingoiava un misero diavoletto. L'esorcismo però
non ha funzionato, il Satana ribellione e forza vindice ha
liquidato in nemmeno venti minuti di gioco la pratica derby.
Alla vigilia però gli animi dei tifosi erano ben diversi. Il
Milan veniva da una dura batosta, l'Inter da una quasi
convincente vittoria, e ripensando all'andamento della
stracittadina degli ultimi anni, è facile capire perché l'altra
sponda del Naviglio fosse indirizzata a pensare in positivo. Ma
il calcio si sa sfugge a tutti gli schemi, e il derby ancora di
più. Ma quella di stasera non può nemmeno essere definito un
derby, non è una gara come le altre. Mai nella storia del
campionato si era giunti ad un risultato tale, mai l'Inter aveva
subito un'umiliazione simile da parte del Milan.
Il Diavolo ha abituato a stupire nel corso degli anni, ha
insegnato che mai nulla è perduto e che i miracoli a volte
accadono. Ecco allora sparire sotto gli occhi attoniti e
increduli degli 80 mila di San Siro, l'Inter di Tardelli che ad
inizio stagione avrebbe dovuto spaccare il mondo. Si può capire
che subire due gol in nemmeno venti minuti sia un duro colpo, ma
è inconcepibile pensare ad un'Inter così arrendevole, che non
ha nemmeno avuto la forza di reagire quanto meno con l'orgoglio.
Il punteggio parla chiaro, solo una squadra è scesa in campo,
solo una squadra ha giocato, l'altra è stata la spettatrice
inerme della propria disfatta. Perché solo di disfatta si può
parlare.
L'eroe della serata è stato lui, il Cumandin,
il giocatore che ha l'onore e l'onere di indossare quella maglia
numero 9, che fu di un certo Marco Van Basten e ancora prima di
tali Altafini e Nordhal. La storia impone al povero eroe di
Vicenza, un fardello insostenibile tanto da piegargli la schiena
per alcuni mesi. Ma col tempo ha imparato a sopportare il peso
della storia, la schiena non fa più male e può giocare con una
certa tranquillità. Il nostro Gianni, ha impiegato un po' di
tempo a sopportare la "sua croce", ma una volta
imparato il trucco è esploso e senza farsi pregare si è buttato
nella mischia. Quatto quatto ha spodestato il panzer tedesco, che
in una calda sera di maggio è stato spedito in tribuna. Dalle
parti di Berlusconi? No, il Cavaliere non c'è, alla vigilia
delle votazioni è troppo impegnato, e non vede il ragazzetto
venuto da Vicenza mettere in subbuglio la difesa nerazzurra. Il
Cavaliere non vede il Milan, peccato si perde l'unica grande
partita del campionato. La gara che riporta tutti in dietro nel
tempo, quando il Diavolo faceva tremare tutti, scendeva in campo
e dava spettacolo, vincendo. Ma il Cumandin non si lascia
demoralizzare, non importa se il suo datore di lavoro non lo vede
quando, lanciato a rete, costringe Simic ad un fallo da ultimo
uomo. E non vede quella girata da vero numero nove che si
infrange sui pugni di Frey.
Due gol alla fine del primo tempo: incredibile pensano in molti.
Dal versante milanista si spera di mantenere il risultato, se la
teoria del Vico dei corsi e ricorsi storici, quando un rossonero
segna una doppietta il derby finisce due a due. Il versante
interista pensa che non può finire in questo modo, "adesso-
dicono - Tardelli negli spogliatoi si fa sentire, e vedrai che
secondo tempo!!". La partita ha dato ragione agli interisti:
"non è finita in questo modo", il Diavolo si è
scatenato e ha dato libero sfogo alla sua forza distruttiva,
quasi volesse imitare uno scontro di Goku
La mano "magica"
di Tardelli si è vista: da un accettabile due a zero si è
passati ad un pazzesco e sublime 0-6.
Il popolo non accetta la disfatta e sfolla prima del fischio
finale, per una volta tribuna e curva si trovano unite. Nemmeno
Moratti rimane fino alla fine, non vede né il secondo gol di
Sheva né il terribile gol di Serginho. I rossoneri decidono di
non infierire ulteriormente, e incoraggiati dagli olè della
curva, pasteggiano sui resti dell'Inter.
Uno striscione della Sud parla chiaro: siete da rottamare
Eva Kant
PAGELLE
L'uragano Milan spazza via la catapecchia Inter
Inter
Le merde non meritano nessun voto, sarebbe troppo offensivo nei
confronti delle altre squadre venute a San Siro o che ci hanno
ospitato.
MILAN
ROSSI 6 - E' l'unica nota stonata dell'incontro, ha un paio di
indecisioni che contro altri attaccanti avrebbero sicuramente
causato dei danni. Fortunatamente, considerando la serata,
passano in secondo piano.
HELVEG 7 - Ha giocato un'ottima gara, ha spinto sulla fascia e
difeso come meglio poteva. Soprattutto nella parte credibile dell'incontro
si è dimostrato in ottima forma.
COSTACURTA 7 - Senza grosse difficoltà tiene a bada gli
attaccanti avversari. certo che stasera hanno punto ben poco
MALDINI 8 - Ritorna sulla fascia e la domina, grazie alla sua
copertura Serginho è libero di scorazzare. Dalla fascia sinistra
non si passava e sono bastati pochi minuti perché gli interisti
lo capissero.
GATTUSO 7.5 - Ha interpretato il derby nel migliore dei modi.
Furia agonistica sin dalle prime battute, centrocampo avversario
lasciato senza respiro, un vero ossesso. Quando ormai la squadra
in campo era solo una molla leggermente, ma quando c'è da
mostrare i denti è sempre presente.
GIUNTI 7 - A differenza delle ultime gare, gioca con maggiore
precisione e convinzione. Il gol, anche se casuale, premia la sua
gara.
GULY s.v. - E' entrato quando l'incontro era già finito.
Ingiudicabile.
KALADZE 7.5 - Ha annullato sia Di Biagio che Dalmat con una
facilità disarmante; ma la sua partita non si è limitata al
contenimento, è andato spesso in avanti rendendosi pericoloso.
Parte da lui il pallone per il secondo gol di Shevchenko.
SERGINHO 9 - E', con Comandini, l'eroe della gara. Sgretola la
difesa interista già dai primi minuti, i suoi dribbling
ubriacano Blanc &c che nulla possono contro la sua velocità.
Offre palloni su palloni per tutti i 90' e alla fine, dopo tre
assist, arriva anche il meritatissimo gol.
SHEVCHENKO 8.5 - E' lui il vero fenomeno, non ci sono più dubbi!
Rimane in disparte all'inizio, facendo da spettatore alle
scorribande di Comandino e Serginho, poi si scatena e piazza due
gol memorabili.
LEONARDO s.v. - Ingiudicabile
COMANDINI 9 - La vittoria schiacciante è in gran parte merito
suo. Si comporta da vero numero nove segnando i due gol che
stroncano gli avversari. grandissima prestazione.
JOSé MARI 6.5 - Entra nella ripresa e festeggia con gli altri
una storica vittoria.
ARBITRO
COLLINA 5.5 - Ha rincorso un po' la partita e in un paio lascia
correre. In particolar modo sul fallo di Maldini su Vieri nel
primo tempo sul 2-0, in quell'occasione il rigore ci poteva stare.
Ammonisce soltanto Simic quando si meriterebbe qualcosa in più.
TIFO 9.5 - Per la prima volta in questo campionato la Sud è stata all'altezza della sua fama. La coreografia iniziale, anche se non estremamente originale, fornisce un ottimo impatto visivo, superando di gran lunga la coreografia avversaria. Dopo la "pausa" di gennaio, dovuta più alle condizioni meteorologiche che ad altri fattori, la Sud è ritornata ad alti livelli per quanto riguarda le coreografie, dimostrando di non avere nulla da invidiare alle romane. Ma è nel tifo che la curva dà il meglio di sé. Una volta tanto TUTTI cantano dall'inizio alla fine, tempi morti non ce ne sono e la nord e schiacciata inesorabilmente. L'unica nota negativa, se così si può definire, è il non aver portato avanti, anche sullo 0-6 la contestazione verso la società. A fine gara sarebbe stato perfetto un "tirate fuori la grana" o "comprate i giocatori".