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ULTRAS - MILAN 2000/2001 |
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CHAMPIONS LEAGUE
2^ fase, 4^ giornata
20 febbraio 2001
PSG - Milan

foto
di
Roberto Pozzoli
ccpsip@tin.it
TABELLINO
PSG-MILAN 1-1
MARCATORI : Robert al 31', Rabesandratana aut.
al 46' st
PARIS SG (3-4-1-2): Letizi; A.Cissè (Ducrocq dal 16' st), Dheu,
Distin; Leroy (Rabesandraiana dal 41' st), E.Cissè, Arteta, Domi;
Benarbia (Luccin dal 25' st); Anelka, Robert (Casagrande, Okpara,
Madar, Okocha). All: Fernandez
MILAN (4-4-2): Abbiati; Helveg, Maldini, Sala, Coco; Ba (Chamot
dal 25' st), Albertini, Gattuso, Serginho (José Mari dal 31' st);
Leonardo (Boban 37' st), Shevchenko (Dida, Garcia, Giunti,
Bierhoff). All: Zaccheroni
ARBITRO : Wegereef (Olanda)
SPETTATORI 41.450.
AMMONITI: Helveg e Chamot per gioco falloso, Gattuso per
comportamento non regolamentare
PARIGI - I minuti marciavano
inesorabilmente e la Parigi rossonera era pronta alla più cupa
disfatta. Erano ormai tutti rassegnati a vedere trasformato in
realtà il più turpe degli incubi, quando un Santo spinge un
pallone deviato, non si sa come, da Robesandratana in rete.
Pareggio più che giusto, forse anche stretto. La diabolica
punizione di Robert sarebbe stata un castigo troppo duro.
Pareggio fondamentale, che permette ai rossoneri di sperare in
una qualificazione. Le ultime due gare saranno una volata dove
concorreranno Deportivo, Galatasaray e Milan, è quindi decisiva
la partita in casa contro il Deportivo.
Il Milan però non è riuscito a vincere neppure stavolta. Un
altro pari, l'ultimo di una serie. Ma questo è diverso, i
rossoneri non si sono fatti raggiungere, ma hanno raggiunto in
extremis una squadra, che pensava ormai di aver conquistato i
suoi primi tre punti. È venuto fuori l'orgoglio, la voglia di
non uscire da una competizione da sempre affine ai colori
rossoneri. In verità, il Paris Saint Germain ha fatto ben poco
nell'arco dei novanta minuti. c'è quindi rammarico a fine gara,
soprattutto per tutte le occasioni sprecate in malo modo. Dopo
una seconda parte del primo tempo passata a soffrire, i rossoneri
sono usciti bene nel secondo tempo creando palle gol su palle gol
senza mai trovare la deviazione vincente (clamoroso l'errore di
Serginho). Con il PSG ormai domato, e i rossoneri rinati, tutti
attendevano il gol. Ma in vantaggio la squadra non riesce ad
andarci, e una punizione di Robert mal gestita da Abbiati, ha
permesso ai parigini di trovarsi vicino alla vittoria
immeritatamente.
Il Paris Saint Germain non è un gran che. È il Milan a renderlo grande. Le assenze hanno certamente giocato un ruolo fondamentale, una difesa sempre inedita ha creato certamente grossi problemi a Zaccheroni. Per stasera si ritorna alla difesa a quattro, magari sperando in una gara come con la Roma. Ma Robert e Leroy hanno dato filo da torcere a Helveg e Coco, costringendo Maldini ad un super lavoro. Per fortuna c'era lui che dall'alto delle sue 100 presenze, ha evitato il tracollo nel momento più favorevole agli avversari. In attacco Leonardo cercava di illuminare Shevchenko, ma l'ucraino era sempre ingabbiato dai difensori francesi, sicuramente avvantaggiati dal dover affrontare un solo attaccante. Questo pareggio quindi si può definire un successo.
Il Milan parte subito all'attacco, sorprendendo
gli avversari che impiegano un quarto d'ora per organizzarsi. Nei
primi minuti il Milan domina, ha più di una volta l'occasione di
passare in vantaggio ma questo non avviene. Sembra un Milan
rinato, capace di mettere alle corde l'avversario restando sempre
coperto in difesa. Quattro difensori sempre all'erta a proteggere
Abbiati, e il ritrovato Gattuso a centrocampo a fare da diga,
mentre Alberini cerca di produrre gioco. In attacco le incursioni
di Ba e Serginho mettono in movimento Leonardo e Sheva facilmente.
I minuti passano, il gol non arriva e i francesi prendono
coraggio. I rossoneri, come spesso accade, entrano nel panico.
Passaggi sbagliati, difesa sotto pressione che non tracolla solo
grazie all'esperienza del capitano. Il primo tempo si conclude
col Milan in affanno ma ancora sullo 0-0. Nella ripresa cambia
qualcosa. I parigini vengono ingabbiati e controllati senza
grosse difficoltà, e Leonardo in attacco e Maldini in difesa
danno una speranza a questa squadra. Il Milan domina ma non
riesce a pungere, il PSG attende. Ma alla mezzora ecco arrivare
quello che non ti aspetti, il classico episodio che dà forza ai
luoghi comuni gol sbagliato gol subito oppure il pallone è
rotondo. Punizione di Robert. Gattuso esce dalla barriera
anzitempo e viene ammonito (salterà Istambul). L'arbitro fa
ripetere e stavolta Robert non sbaglia approfittando di una
clamorosa incertezza di Abbiati, che si fa pungere sul suo palo.
Ultimo tango a Parigi per Zaccheroni. E invece no. Il mister
corre ai ripari, e stavolta azzecca tutte le sostituzioni: Josè
Mari e Boban per Serginho e Leonardo. Il PSG, come ovvio, si
chiude nella sua metà campo, e al Milan non restano che lanci
lunghi per Sheva. ma quando il guardalinee ferma per l'ennesima
volta l'ucraino lanciato a rete per un fuorigioco inesistente,
tutte le speranze sembrano ormai svanite. Ma il Diavolo ha mille
risorse, ed è in debito con la fortuna in questa stagione. Ecco
allora che gli sforzi vengono ripagati: tiro di Albertini che in
seguito ad una deviazione finisce in rete. I rossoneri agguantano
un più che meritato pareggio e conservano un speranza per la
coppa. In fondo la finale è a Milano.
Eva Kant
LE PAGELLE
Maldini tappa i buchi
Abbiati si fa bucare
PARIS SAINT GERMAIN
Letizi 6.5; A.Cissè 5, Ducrocq 5, Dheu 6.5, Distin 6.5; Leroy 7,
Rabesandraiana s.v., E.Cissè 6, Arteta 6, Domi 6; Benarbia 5,
Luccin s.v.; Anelka 5.5, Robert 7
MILAN
ABBIATI 5- Come da qualche gara a questa parte, appare indeciso.
Grandissime responsabilità sul gol.
HELVEG 5- Ritorna in difesa sulla fascia. Doveva controllare
Robert, ma il francese è nettamente più veloce, più di una
volta lo supera e lo mette in difficoltà. Di conseguenza tutta
la squadra patisce di questa situazione.
MALDINI 8- Nonostante l'infortunio di sabato riesce ad esserci,
è alla sua centesima presenza ma ha la freschezza di un
ragazzino. Se a questo si aggiunge la sua innata classe e la
decennale esperienza, diventa un muro invalicabile. Dà sicurezza
alla difesa e in alcuni momenti anche spettacolo.
SALA 6.5 - Gioca centrale accanto a Maldini e sembra essere
ritornato ai tempi di Bari. Fronteggia abilmente Anelka
rendendogli la vita difficile.
COCO 7- Gioca ancora in difesa dimostrando di essere migliorato
dalle ultime gare. Non può galoppare sulla fascia come vorrebbe
anche perché deve tenere a bada Leroy.
BA 6 - Parte alla grande creando il panico sulla destra, poi si
spegne. Nel secondo tempo qualche raro affondo mai pericoloso.
CHAMOT s.v. - Sostituisce Ba negli ultimi minuti, in giudicabile.
GATTUSO 7 - Ci mette un gran cuore come sempre. Difficile
superarlo a centrocampo. qualche incertezza negli appoggi, ma a
lui si può perdonare tutto
ALBERTINI 7 - Ha dato la palla gol in avvio a Serginho. Cerca di
aiutare in tutti i modi centrocampo e difesa, specialmente nel
primo tempo quando i parigini attaccavano in massa. Combatte con
grande determinazione
SERGINHO 5 - Gode di molta libertà ma non è in grado di
sfruttarla, inoltre con la sua velocità avrebbe potuto mettere
in crisi la difesa dl PSG. Imperdonabile il suo errore a inizio
gara.
JOSé MARI s.v. - Entra negli ultimi minuti trovandosi in mezzo
all'azione che porta al gol. Ingiudicabile.
LEONARDO 7 - le azioni pericolose lo vedono in qualche modo
sempre partecipe. Sfodera palloni d'oro a ripetizione ma nessuno
ne approfitta.
BOBAN s.v. - Troppo poco per essere giudicato.
SHEVCHENKO 6- Corre tantissimo cercando di superare la difesa
avversaria. Giocando come unica punta ha tutti i difensori
addosso, difficile quindi per lui smarcarsi. Quando ci riesce
viene fermato dal guardalinee ingiustamente.
ARBITRO
WEGGREEF 5 - Senza considerare gli errori dei suoi collaboratori,
il suo arbitraggio è davvero scadente. Non ammonisce mai quando
i giocatori colpiscono il pallone con la mano, a quanto pare non
conosce il regolamento.
TIFO 5 - La presenza massiccia faceva ben sperare, invece il tifo ha lasciato molto a desiderare. Oltre alla coreografia (sono state portate le bandire usate per il derby) e al colore che da sempre contraddistingue la nostra curva, si è fatto poco. Anche se, bisogna ammetterlo, era difficile cantare con a fianco la tifoseria francese mai in silenzio.