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ULTRAS - MILAN 2000/2001 |
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CHAMPIONS LEAGUE
2^ fase, 3^ giornata
14 febbraio 2001
Milan - PSG







FOTO DELLA TIFOSERIA OSPITE



foto
di
Roberto Pozzoli
ccpsip@tin.it
TABELLINO
MILAN-PARIS S.G. 1-1
MARCATORI : Leonardo al 27' pt, Anelka al 30' pt
MILAN (3-4-3): Abbiati; Sala, Roque Junior, Maldini; Helveg, Albertini, Giunti, Serginho; Leonardo (al 32' st Comandini), Bierhoff (al 1' st Ba), Shevchenko. (Dida, Guly, Pablo Garçia, Coco, Boban). All. Zaccheroni
PARIS S.G. (5-3-1-1): Letizi; Mendy, A. Cissé, Dehu, Distin, Domi; Ducrocq, Arteta (al 23' st Okocha), E. Cissé (al 45' st Leroy); Bernabia (all'11' st Robert); Anelka. (Casagrande, Christian, Rabesandratana, Madar). All. Fernandez
ARBITRO : Frisk (Svezia)
ESPULSI : Roque Junior al 42' pt per fallo da ultimo uomo
AMMONITI : 8' pt Helveg, 37' Distin per scorrettezze
SPETTATORI: 50.043
MILANO- Ci
eravamo lasciati a dicembre, prima delle feste natalizie. Da
quella vittoria strappata coi denti al Deportivo, ne sono
successe tante. La coppa è diventata di vitale importanza,
abbandonata ogni speranza in campionato e eliminati dalla coppa,
agli undici di Zaccheroni rimane solo questo obiettivo. Tutti
allora si aspetterebbero un Milan alla riscossa, con "la
bava alla bocca", alla ricerca disperata di dare un senso
alla stagione. Ma così non è. L'unico che dà la scossa ai
rossoneri è Roque Junior, ansioso di coronare la sua stagione
con un fallo da ultimo uomo su Anelka. Diavolo in dieci con
ancora 45' da giocare. Ma l'1-1 in fondo non pregiudica il
cammino in coppa, quello che lascia perplessi è il gioco fino ad
ora offerto.
Il Meazza però riassapora in questa serata l'antico. Il Milan
ritrova le sue bandiere (Maldini e Albertini), ritorna al
tridente tanto caro a Zaccheroni, e soprattutto rivede a Milano
il PSG.
Appena si varca la soglia che porta alla Scala del calcio, ecco affiorare i dolci ricordi di quella lontana semifinale di Coppa Campioni. La squadra era il PSG, che presentava tra le sue file un ancora sconosciuto Weah. Si mormorava allora attorno al gigante nero, "è il nuovo attaccante del Milan!"- dicevano. Da tempo frasi del genere non si sentono più, ormai i campioni non passano più da Milano a quei tempi, in panchina, c'era ancora Fabietto; uno di polso si diceva, uno amato dal presidente. A quei tempi c'era ancora l'eliminazione diretta, niente gironi ma partite secche. A quei tempi San Siro aveva fatto il tutto esaurito, cantava tutto lo stadio, allora.
Ma questo è passato. I dolci
ricordi svaniscono subito; basta poco per ritornare alla cupa
realtà, se il colpo d'occhio iniziale che segnalava qualche
vuoto di troppo non era stato sufficiente per ritornare alla
realtà, ecco lo speacker annunciare le formazioni. Non ci sono
più dubbi, quei tempi sono passati. Ma i tifosi, si sa, ci
credono sempre, in fondo con questi giocatori Zac ci ha regalato
uno scudetto, giusto? E poi i parigini non sono in una situazione
migliore
I primi minuti sembrano dar ragione a questa tesi. Parigini senza
gioco e schemi che si affidano alle giocate individuali, ritmo
tenuto volontariamente basso e nessuna azione pericolosa. Il
Milan non è da meno, gioco frammentato alla ricerca del guizzo
di Leonardo e Shevchenko. Partita noiosa, senza azioni pericolose.
Ma ad un certo punto si risveglia lui, il genio brasiliano ne
inventa una delle sue, ed ecco il Milan in vantaggio. Dal Meazza
esplode un urlo liberatorio scaccia crisi. A questo punto tutti
si aspetterebbero un diavolo pimpante, alla ricerca del raddoppio.
Invece no, non si fa nemmeno in tempo ad assaporare il gusto
della vittoria, che i difensori concedono ad Anelka la palla del
pareggio. Tutto da rifare ancora una volta.
Il PSG prende coraggio, pressing asfissiante sull'uomo quasi
sempre efficace e spazi per partire in veloci contropiedi. I
rossoneri ritornano a fare quelli di sempre, fino a quando Roque
Junior non si fa espellere. È la svolta, i rossoneri rimasti in
dieci uomini, invece di gettare la spugna, mostrano un orgoglio
sconosciuto fino ad ora.
Il secondo tempo è di marca
rossonera, il Paris è pressato nella propria area; ma i pericoli
non sono finiti, i francesi hanno trovano in: Anelka l'uomo in più
cosa che invece ai rossoneri non è possibile con Shevchenko.
Serginho si risveglia e galoppa sulla fascia per quarantacinque
minuti rovinando tutto nella finalizzazione. Gli schemi sono
ormai saltati, il Milan si butta in avanti alla ricerca del colpo
vincente. Ma non arriva, con fuori Leonardo nessuno detta il
gioco, Giunti latita e Albertini arretra.
Il PSG guadagna un punto d'oro, per il Milan l'agonia continua.
Eva Kant
LE PAGELLE
Shevchenko inguardabile
Centrocampo senza fantasia
MILAN
Abbiati 6- Quasi mai impegnato dagli attaccanti avversari. Mostra
come a Vicenza, incertezze nelle uscite.
SALA 6- Prestazione senza infamia e senza lode. Porta a termine
il suo compito senza far grandi cose.
Roque junior 4- è il simbolo della decadenza della difesa. Non
prende un pallone, è sempre in ritardo nei recuperi. Anelka gli
va via sistematicamente e lo costringe al fallo da ultimo